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Mancano i condensatori per le auto, e anche questo è colpa dell'AI e dei data center
Il collo di bottiglia che fra il 2020 e il 2022 ha fermato le linee di montaggio aveva un colpevole comodo da nominare, il chip logico. Il pezzo che oggi tiene in ostaggio le stesse fabbriche costa pochi centesimi, sta su qualunque scheda e non compare in nessuna presentazione di prodotto. Oltre dieci costruttori cinesi hanno segnalato una carenza globale del 20-30% su circuiti stampati e condensatori ceramici multistrato, gli MLCC, con prezzi più che triplicati in un anno.
Quella forbice arriva da operatori del settore, non da un ente che la certifichi: vale come stima di chi compra adesso. Ed è già dentro le trattative di fornitura per il 2027.
Uno smartphone monta fra 800 e 1.000 MLCC, un'auto elettrica con guida assistita di livello L2+ ne supera i 10.000, un server per l'intelligenza artificiale arriva fino a 28.000 pezzi. Quel "fino a" va preso alla lettera: indica il tetto delle configurazioni più cariche.
Sulle piattaforme grafiche più recenti il conto si fa per scheda: circa 6.500 condensatori per una GB200 e circa 12.000 per una Rubin, riferiti alla singola scheda, mai al rack completo. Rispetto a un server generalista, una macchina per addestramento e inferenza assorbe dieci-quindici volte la stessa componentistica.
Sono oggetti che nessuno guarda mai. Costano frazioni di euro, si comprano a milioni, stanno nella riga della distinta base che il project manager scorre per ultima. E sono il motivo per cui una linea che sforna veicoli da decine di migliaia di euro può fermarsi per settimane.
Una stima di Morgan Stanley, circolata di seconda mano e mai pubblicata, colloca il contenuto di MLCC di un rack Vera Rubin NVL72 a 4.320 dollari contro i circa 1.530 di un GB300, più 182%. A quei volumi il produttore non ha ragione di riservare capacità a chi paga meno, e il prezzo di un server qualunque sta triplicando anche per questa competizione sui materiali.
I tempi di consegna si sono divaricati per fascia di prodotto. Sui componenti standard restano a 14-18 settimane, sull'alta capacità salgono a 15-20, mentre sulle referenze destinate all'AI arrivano a cinque-dieci mesi, con Samsung Electro-Mechanics intorno alle quaranta settimane; già a maggio i formati 1206 e 1210 ad alta capacità avevano superato le venti settimane, e la tensione dovrebbe proseguire per tutto il 2027. Su alcune referenze per server ad alta capacità le scorte sono a zero, con riassortimento a novembre 2026 per Samsung Electro-Mechanics, dicembre per Yageo, gennaio 2027 per Murata.
Sui listini il movimento è a due cifre e coordinato nei fatti, se non negli intenti. Samsung Electro-Mechanics ha applicato un più 30% dal primo agosto, Taiyo Yuden ha introdotto un rincaro dal primo settembre dopo quello di maggio e un aumento del 6-13% ad aprile sui MLCC a bassa capacità, la cinese Fenghua è intorno al più 20% da inizio anno. Il CEO di Taiyo Yuden ha definito "spaventosa" l'impennata della domanda, che per un dirigente giapponese di una società quotata è un'ammissione pesante.
Un MLCC ad alta capacità per un server di intelligenza artificiale e uno per una centralina automotive escono dagli stessi impianti dei sei produttori che presidiano il mercato: Murata, Samsung Electro-Mechanics, Taiyo Yuden, TDK con Kyocera AVX, Yageo e Walsin. Quando la domanda supera la capacità l'allocazione segue il prezzo e la dimensione dell'ordine, e l'auto finisce in coda dietro chi compra volumi maggiori con marginalità migliore. Lo stesso vale sulle memorie, dove la capacità a nodo avanzato di Samsung, SK hynix e Micron va per oltre l'80% ai server per l'AI, con effetti già visibili sul mercato dei PC aziendali e DRAM prenotate fino al 2027.
L'auto è diventata una grande consumatrice di memoria, e questo la mette in concorrenza con i data center. Un sistema di assistenza alla guida L2 richiede circa 8 GB, la navigazione autonoma urbana supera i 300 GB per veicolo.