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Uso AI senza permesso: streamer denuncia Twitch e Amazon
A metà agosto, Amazon ha comunicato che userà i contenuti degli utenti su Twitch per addestrare i suoi modelli AI. Il Chief Product Officer Mike Minton ha spiegato perché la relativa opzione è attiva per impostazione predefinita. Uno streamer del Connecticut (Warren Pandiscia) con oltre 900 follower ha denunciato l’azienda di Seattle e chiesto al giudice di approvare lo status di class action.
Amazon utilizzerà live streaming, video registrati, clip, log delle chat, immagini e testi dei canali per l’addestramento dei modelli AI. Quasi tutte le aziende che operano nel settore sfruttano i contenuti pubblicati dagli utenti, quindi non è una novità. Le pesanti critiche sono arrivate perché la relativa opzione nella sezione Sicurezza e Privacy di Twitch è attiva per impostazione predefinita (opt-in).
Nella denuncia presentata da Warren Pandiscia (PDF) vengono citate le parole del Chief Product Officer Mike Minton durante una sessione Q&A:
Se fosse facoltativa, nessuno aderirebbe. Questa è la verità.
In pratica, Amazon spera che nessuno si accorga del consenso imposto, invece di permettere la libera scelta (opt-out). Oltre alla pubblicazione delle relative FAQ, Twitch ha aggiornato i termini del servizio e l’informativa sulla privacy il 12 agosto. In quest’ultima viene specificato che i dati degli utenti sono utilizzati per sviluppare modelli AI. Nella denuncia viene evidenziato che:
Amazon aveva un incentivo irresistibile ad acquisire dati di addestramento su una scala senza precedenti. Invece di negoziare licenze legali o chiedere l’autorizzazione ha avuto accesso a stream e video di Twitch per utilizzarli come un enorme set di dati necessario ad alimentare i prodotti di intelligenza artificiale.
Amazon può quindi utilizzare i contenuti di Twitch senza permesso o compenso. Ciò rappresenta una violazione del contratto, un ingiusto arricchimento e una violazione della Unfair Competition Law della California. Pandiscia chiede al giudice di approvare lo status di class action, emettere un’ingiunzione per bloccare l’uso dei contenuti e un risarcimento danni.