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Chang’e-7: la Cina rinvia il lancio, salta la finestra 2026
Il complesso formato dalla sonda Chang’e-7 e dal razzo Long March 5 Y14 era già sulla rampa di Wenchang quando le autorità spaziali cinesi hanno fermato il lancio. Dopo il trasferimento verticale completato il 19 agosto, una nuova valutazione ha stabilito che la missione non soddisfaceva le condizioni necessarie per partire nella finestra prevista nel 2026. Il rinvio è ufficiale e, per ora, non è accompagnato da una nuova data.
La preparazione era entrata nella fase conclusiva dopo mesi di attività. La sonda aveva raggiunto il centro spaziale di Wenchang in aprile, mentre il razzo era arrivato via mare a luglio. Entrambi erano stati assemblati e sottoposti ai test preparatori prima del trasferimento sulla rampa. Quattro giorni dopo quest’ultima operazione, la China Manned Space Agency ha comunicato l’esito negativo della valutazione complessiva, condotta sulla base di criteri di prudenza, affidabilità e massima sicurezza. Non è stato specificato quale problema abbia impedito di procedere.
Chang’e-7 è una missione articolata attorno a quattro elementi: un orbiter, un lander, un rover e un piccolo veicolo mobile progettato per compiere balzi. Quest’ultimo dovrebbe raggiungere aree difficili da esplorare con un rover tradizionale, comprese le regioni dei crateri polari che rimangono permanentemente in ombra.
L’obiettivo scientifico principale è cercare e analizzare il ghiaccio d’acqua al polo sud lunare. Gli strumenti dovranno inoltre studiare i composti volatili, l’ambiente della superficie e la struttura della regione polare. La combinazione dei diversi veicoli è stata pensata per raccogliere osservazioni sia dall’orbita sia direttamente al suolo, estendendo le misurazioni alle zone meno accessibili.
La missione trasporta anche sei strumenti internazionali. Tra questi figura una matrice di retroriflettori laser sviluppata dai Laboratori Nazionali di Frascati dell’INFN, che costituisce il contributo italiano al progetto. La composizione dei payload stranieri è descritta nella documentazione ufficiale della China National Space Administration.
Il rinvio interrompe la sequenza operativa dopo il risultato ottenuto da Chang’e-6, che nel 2024 ha riportato sulla Terra circa 1.935 grammi di campioni raccolti sul lato nascosto della Luna, un traguardo raggiunto per la prima volta. Per Chang’e-7, invece, il perimetro delle informazioni ufficiali resta limitato: la finestra del 2026 non è più utilizzabile, ma le autorità non hanno chiarito la natura dell’anomalia né indicato quando potranno riprendere i preparativi per il lancio.
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