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Prezzi mais e grano tenero in rialzo tra clima avverso e tensioni nel Mar Nero
A luglio i prezzi del mais sono
aumentati dell'1,7% su base mensile nei listini delle principali
Borse Merci nazionali, un rialzo causato dall'ondata di calore
che ha interessato i principali areali produttivi europei e
dalle conseguenti attese di una riduzione delle rese medie per
ettaro. Uno stress idrico che preoccupa anche in Italia, con
l'International Grains Council che stima una produzione di circa
5 milioni di tonnellate, in calo di 500mila tonnellate rispetto
al 2025. Le quotazioni restano tuttavia inferiori a quelle dello
scorso anno, con una flessione del 6,6%.
E' quanto emerge dall'analisi mensile sul mercato dei cereali
realizzata da Bmti, che si avvia alla ripresa dopo la pausa
estiva in un contesto caratterizzato dalle incognite climatiche
e dal riacutizzarsi delle tensioni nel Mar Nero.
E sono proprio le ripercussioni sull'attività di esportazione
di Russia e Ucraina a sostenere le quotazioni del grano tenero
sia in Europa sia in Italia. A luglio, i listini delle Borse
Merci nazionali hanno registrato un incremento dell'1,3% su base
mensile, proseguito anche nelle prime sedute di agosto. Le prime
settimane della nuova annata commerciale si sono invece concluse
all'insegna della stabilità per il grano duro nazionale. In
attesa di valutare gli esiti della raccolta nordamericana, a
luglio il prezzo del grano duro fino di produzione Sud Italia,
rilevato presso la Cun si è mantenuto sui 265 euro/ton,
inferiore del 12% rispetto a quello dello scorso anno.
Prezzi mais e grano tenero in rialzo tra clima avverso e tensioni nel Mar Nero
ROMA,
25 agosto 2026, 12:48
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