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Abbiamo provato la campagna di Gears of War: E-Day
L'aria di Kalona ha il sapore amaro del gesso sbriciolato e della carne bruciata. Non c'è la compostezza della guerra tradizionale, né la solennità delle battaglie campali a cui i soldati della Coalizione dei Governi Organizzati si erano abituati durante i decenni delle Guerre Pendulum. C'è soltanto il panico incontrollabile di un'umanità che scopre, improvvisamente e senza alcun preavviso, di non essere più l'unica a vivere Sera.
Abbiamo avuto l'opportunità di provare in anteprima una demo della campagna principale di Gears of War: E-Day, contenente i primi due capitoli dell'Atto 2. Un segmento temporale e narrativo d'importanza capitale per l'economia dell'opera: siamo nelle primissime fasi del giorno dell'Emersione, in un momento storico in cui i COG non sanno ancora cosa stia realmente accadendo sotto i loro piedi. Non si conosce la natura dell'incubo, non si sa chi o cosa siano le Locuste, né tantomeno quale sia il loro obiettivo finale.
Ciò che emerge con una chiarezza abbagliante fin dai primi minuti con il controller in mano è la volontà di The Coalition di operare un reset totale. Il team di sviluppo è ripartito direttamente dalle fondamenta concettuali della saga, ripulendo la narrazione e il game design dalle sovrastrutture recenti per ritrovare quel tono cupo, viscerale e claustrofobico che mancava dai tempi del terzo capitolo originale.
L'Atto 2 ci scaraventa nuovamente al fianco di Marcus Fenix e Dominic Santiago, insieme a Mags Cartes e Lucas Reyes, i due nuovi innesti della squadra. Ma dimenticate gli eroi stanchi, leggendari e ciecamente cinici che abbiamo imparato a conoscere nel primo Gears of War del 2006. Qui troviamo due giovani uomini feriti, stremati da anni di carneficina contro l'Unione delle Repubbliche Indipendenti e ancora incapaci di metabolizzare i traumi delle Guerre Pendulum. Il legame tra Marcus e Dom è il vero cuore pulsante dell'esperienza narrativa. Il lutto per la perdita di Carlos, fratello di Dom e migliore amico di Marcus, è una presenza tangibile in ogni silenzio e in ogni linea di dialogo.
The Coalition sembra aver svolto un lavoro straordinario per umanizzare i suoi protagonisti. Attraverso una regia cinematografica notevolmente migliorata e un utilizzo sapiente di inquadrature ravvicinate, la sceneggiatura si prende il tempo di far respirare i personaggi. I momenti di drammaticità vengono amplificati da un lavoro sulle animazioni facciali che non ha davvero precedenti all'interno del franchise.
C'è una passione genuina nella caratterizzazione di ogni singolo personaggio che calpesta la scena, compresi i volti nuovi e i soldati di supporto che incontreremo lungo la strada. La narrazione non usa l'invasione aliena o sotterranea come un mero pretesto per passare da una sparatoria all'altra, ma la trasforma nello specchio di una tragedia umana a grande scala. Le premesse narrative di questo E-Day sono tra le più intriganti e mature mai viste nel franchise, con il potenziale concreto di regalare vette drammatiche che la serie non toccava ormai da oltre un decennio.
Il primo capitolo dell'Atto 2 presente nella demo serve da ponte (sia figurativo che letterale) tra la vecchia e la nuova filosofia di gameplay. La missione ci chiede di liberare un'imponente infrastruttura stradale occupata dalle prime forze d'avanguardia delle Locuste. Si tratta di un livello volutamente lineare, focalizzato su una sequenza serrata di scontri a fuoco in cui viene messo in risalto il prezioso "passo indietro" compiuto dagli sviluppatori rispetto a Gears 5.
Il sistema di copertura che ha ridefinito il genere degli sparatutto in terza persona è vivo e vegeto, ma beneficia di una sensibile evoluzione sul piano della mobilità e del level design. L'architettura del ponte non è più una banale sequenza di muretti disposti in modo artificiale. Le nuove meccaniche di combattimento introdotte da The Coalition permettono di sfruttare una verticalità fino a oggi sconosciuta per la saga: è possibile superare ostaco