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Gears of War: E-Day provato in anteprima, una passeggiata nell'invasione delle Locuste
Gears of War è una serie che ha ormai raggiunto i vent'anni di età, se partiamo dalla data di uscita del primo capitolo su Xbox 360. Ricordo anche piuttosto bene come questo mi colpì per la qualità della grafica e un gameplay all’epoca abbastanza diverso dai soliti sparatutto, che prevedeva la necessità di rimanere al coperto per non farsi rapidamente uccidere dai colpi nemici. Dopo svariati seguiti e spin-off, anche appartenenti ad altri generi, Gears of War continua a essere una serie assolutamente rilevante nel panorama dei videogiochi, ed è stato quindi con un certo interesse che ho messo le mani sulla versione in anteprima di Gears of War: E-Day, che mi ha permesso di dare un’occhiata a un paio di livelli (uno e mezzo, in realtà).
Ambientato proprio all’inizio della guerra contro le Locuste, E-Day permette di vivere i primi tragici giorni del conflitto. Sfortunatamente, nella versione in mio possesso non ho potuto toccare con mano le fasi iniziali dell'invasione, e la mia partita è iniziata nel livello successivo, dopo l’attacco, quando i Gears vengono equipaggiati e iniziano a provare a difendere i civili. Ho trovato comunque interessante il modo in cui i vari personaggi parlano di quanto sta avvenendo, con alcuni soldati che ipotizzano attacchi terroristici o "armi segrete" di altre nazioni. Il clima di incertezza e caos di un’invasione appena iniziata è stato ricreato in modo efficace, e ho anche apprezzato il modo in cui le armi a disposizione sono inizialmente acerbe, almeno fino a quando non viene sviluppato il fucile Lancer con motosega incorporata.
Come ho accennato, i due livelli della versione a mia disposizione permettono di vivere i momenti immediatamente successivi all’Emersione, mostrando le strade della città di Kalona pesantemente danneggiate ma che ancora mostrano i segni di vita recente. Oltre all’implicito vantaggio di poter vedere uno spaccato del mondo di Gears of War piuttosto unico, gli effetti sono anche una certa abbondanza di coperture che contribuiscono all’elemento centrale degli scontri a fuoco. E-Day non rivoluziona la formula della serie ma cerca di migliorare quello che può, e le nuove armi introdotte sono decisamente interessanti. Il Lancer "primitivo" funziona bene e, quando si riesce a effettuare una carica perfetta, i proiettili sono anche relativamente potenti, permettendo di ingaggiare scontri da ogni distanza. Una volta sbloccata la baionetta a motosega, poi, diventa difficile rinunciarci.
La mia preferita, però, è il Breechshot, tecnicamente introdotto in Gears of War: Judgment ma che ho davvero apprezzato in E-Day. Si tratta di un fucile di precisione Locust che permette di far esplodere teste come fossero angurie. Contrariamente ai normali fucili da cecchino, però, può essere adoperato come ascia a due mani; non efficace quanto la motosega del Lancer, ma quasi. È anche possibile migliorare le armi: durante l’esplorazione dei livelli mi sono imbattuto in missioni opzionali che, se completate con successo, sbloccano potenziamenti legati a potenza di fuoco, precisione o ad altre caratteristiche. Queste quest tendono a essere piuttosto semplici, ma sono integrate negli eventi di gioco e non sembrano quindi "forzate"; una di quelle che ho risolto, ad esempio, riguardava un gruppo di civili nascosto in un negozio abbandonato e che andava salvato da un attacco delle Locuste.
I livelli che ho visto erano piuttosto lineari, non c’erano scenari più o meno open world come in Gears 5. Personalmente mi è dispiaciuto un poco, ma il gradimento di certe situazioni tende a essere prevalentemente legato al gusto personale, ed è di gran lunga più importante che i livelli presenti siano ben fatti. Ma tornando a bomba: dopo l'emersione delle Locuste, e dopo che Fenix ha sconfitto quello che immagino fosse un boss (non era una parte giocabile), il gruppo di quattro Gears viene finalmente accolto da un ufficiale COG e spedito a fermare l'avanzata di questi misteriosi invasori. Il primo conflitto si