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Gears of War E-Day: adrenalina, nostalgia e nuove emozioni nella campagna
Abbiamo provato l'Atto 2 di Gears of War E-Day, trovando gameplay classico, ottima grafica Unreal Engine 5 e missioni ben ritmate.
Abbiamo provato una parte dell'Atto 2 della Campagna di Gears of War E-Day e adesso possiamo raccontarvi tutto. Le ore trascorse con una versione in via di sviluppo del gioco di The Coalition ci hanno offerto un primo contatto con le missioni di Marcus e il resto della squadra Bravo, tanto in termini ludici e strutturali, quanto sul fronte narrativo. Ebbene, siamo lieti di dirlo, abbiamo vissuto un'esperienza degna del passato della saga, che pur senza reinventare praticamente nulla ha saputo restituirci le sensazioni giuste.
Al principio della prova, Marcus, Dom, Carter e Reyes hanno raggiunto il colonnello Trench, che nel mentre ha avuto una discussione sulla gestione della minaccia delle Locuste. La sensazione di confusione che serpeggiava tra le alte sfere in questo primo filmato è stata la cosa che più ci ha colpito in positivo. Un poco lucido Trench, tanto per dirne una, ha brevemente ipotizzato un coinvolgimento dell'UIR nell'apparizione dei mostri.
Per chi non lo sapesse, parliamo della fazione che si è opposta al COG durante le Guerre Pendulum. In sostanza, il colonnello ha cercato di dare un senso alle Locuste facendole risalire a una minaccia nota e del tutto umana, pur di non ammettere di trovarsi di fronte a una crisi di portata apocalittica, ben più grande del COG stesso. Ad ora ci è impossibile tirare le somme sull'efficacia della caratterizzazione dei personaggi, inclusi la capitana Grey, Russ e il ben noto Tai Kaliso. Se non altro però i Gear sono apparsi in cinematiche semplici ma valide, forti dei volti espressivi e molto dettagliati dei soldati e atte a mostrare piccoli frangenti di umanità in questa situazione di grave incertezza. Pensiamo a quando, in un attimo di leggerezza, Dom ha raccontato al resto della Bravo dell'intossicazione che suo fratello Carlos e Marcus si sono beccati in missione, o al breve scambio tra Russ e lo stesso Fenix, in cui è emerso un simpatico tassello di lore. Prima di dedicarsi a "cose più importanti" è stato proprio il padre di Marcus, Adam, a migliorare il fucile a pompa Gnasher assieme a Russ. Inoltre, come ci è stato mostrato, è stato quest'ultimo a realizzare l'iconico Lancer con motosega, così da superare la parziale inefficacia delle baionette negli scontri diretti con le Locuste.
Chissà quali altri "momenti seminali" ci regalerà E-Day e, in attesa di scoprirlo, possiamo dirvi di aver apprezzato il doppiaggio in italiano, almeno nella porzione da noi giocata. Fatte poche ma evidenti eccezioni, le voci selezionate ci sono sembrate in parte. Purtroppo però la resa nella nostra lingua di alcune frasi esclamate in battaglia dai membri della Bravo è stata svilita rispetto all'originale. Sperando che le vicende narrate possano esprimere un certo valore, abbiamo gradito i primi passi della squadra Bravo in quel di Kalona e lo stesso vale per diversi dei collezionabili raccolti lungo la strada, tra oggetti della vita di tutti i giorni, lettere e chicche di lore legate a un certo Augustus Cole.
La nostra prova era composta da due sezioni collegate tra loro. Nella prima, la Bravo si è diretta verso il Ponte dell'Eredità, in un tragitto dove abbiamo osservato l'imponenza della struttura, le file di macchine abbandonate e la luce del sole parzialmente soffocata dai fumi della distruzione. Una volta raggiunto il ponte, ci siamo ritrovati nel mezzo di una battaglia che, come da tradizione, ci ha spinto a ripararci e ad avanzare lentamente, sfruttando i veicoli e le coperture, incluse quelle molto basse introdotte in E-Day.
Le versioni in Unreal Engine 5 delle Locuste affrontate ci hanno convinto senza riserve, tra il loro aspetto da brividi e i tonfi sordi emessi dai loro passi, ossia l'unico modo in cui le percepivamo prima di vederle fuoriuscire dalle dense coltri di fumo generate dalle granate. Le abbiamo abbattute col Lancer MK1 (quello con la ba