// TOM'S HARDWARE ITALIA — LINUX & OPEN SOURCE
IBM pubblica Granite 4.2, porta capacità agentiche native e licenza aperta, un'alternativa ai modelli chiusi
IBM pubblica la famiglia Granite 4.2 in tre taglie: 3, 8 e 30 miliardi di parametri. I tre modelli sono addestrati da zero su 15mila miliardi di token, con licenza Apache 2.0: una licenza permissiva, utilizzabile per scopi commerciali e modificabile liberamente. Lo racconta un resoconto pubblicato nei giorni scorsi.
Bastano il download e un server proprio: nessun accordo di licenza da negoziare, nessun limite sul numero di utenti attivi. I pesi sono già online su Hugging Face, Ollama e GitHub, con supporto per i motori di inferenza vLLM e SGLang. È la differenza pratica rispetto ai modelli chiusi, accessibili solo tramite API a pagamento e con termini che il fornitore può cambiare in qualsiasi momento.
Diversamente da altre licenze che si presentano come aperte ma impongono soglie sul numero di utenti attivi o clausole di revoca legate alla dimensione dell'azienda, Apache 2.0 non prevede condizioni di questo tipo.
Google ha seguito una strada simile con Gemma, che sfida il lock-in dei modelli proprietari puntando sulla stessa licenza aperta. IBM aggiunge un tassello che manca a molti concorrenti: un posizionamento enterprise dichiarato, con casi d'uso pensati per chi deve integrare un modello dentro sistemi aziendali esistenti, non per chi insegue il punteggio più alto nelle classifiche generaliste di confronto.
Le tre taglie coprono altrettanti scenari di calcolo aziendale. Il modello da 3 miliardi punta ai dispositivi con risorse limitate e alle applicazioni che devono girare vicino ai dati, quello da 8 miliardi copre l'uso generico su un singolo server aziendale, e quello da 30 miliardi resta comunque piccolo rispetto ai modelli generalisti da centinaia di miliardi di parametri usati dai grandi fornitori cloud. Un reparto IT può quindi scegliere la taglia in base all'hardware già disponibile, senza dover acquistare GPU aggiuntive solo per far girare il modello.
Le versioni da 8 e 30 miliardi integrano capacità agentiche native, ottenute con reinforcement learning agentico durante l'addestramento. Usano strumenti in un formato compatibile con le API di OpenAI, scrivono ed eseguono codice, cercano informazioni sul web dentro ambienti sandbox isolati.
Il contesto arriva a 512.000 token, sufficiente per analizzare interi repository di codice o documenti aziendali lunghi senza segmentarli in più passaggi. Una modalità "thinking" attivabile gestisce i compiti complessi che richiedono più fasi di ragionamento, mentre una modalità "low-effort" riduce il calcolo per le query semplici. Lo speculative decoding contiene anche i costi di calcolo, un dettaglio che spiega il blog di ricerca di IBM nel post di lancio del 25 agosto.
IBM indica il modello da 30 miliardi come il migliore dei tre su compiti agentici e uso di strumenti. Tra i casi d'uso enterprise cita la navigazione di codebase su più passaggi, le operazioni da terminale e l'analisi su larga scala dei dati dei call center, tre scenari dove un modello più piccolo ma specializzato può bastare, ed è più facile da controllare e far girare a costo contenuto rispetto a un modello generalista da centinaia di miliardi di parametri.
Il tema dell'orchestrazione resta aperto: le aziende che hanno provato a orchestrare gli agenti segnalano più difficoltà nella gestione che nell'adozione del modello in sé. Granite 4.2 arriva con le capacità tecniche per agire in autonomia, ma la responsabilità di verificare cosa fa un agente quando scrive codice o interroga un database resta di chi lo implementa.
Un modello che esegue comandi da terminale o modifica file dentro una sandbox pone un problema di governance prima ancora che tecnico: chi audita i log, chi definisce i permessi, chi risponde quando l'agente sbaglia. Nessuna delle due fonti disponibili affronta il tema, e resta un punto su cui i reparti IT dovranno lavorare da soli, indipendentemente dal modello scelto. Un'azienda che affida a un agente Granite le operazioni da terminale deve comunque definire quali comandi sono permessi