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Il morbillo torna a uccidere in Pennsylvania dopo 35 anni
Il Dipartimento della Salute della Pennsylvania ha comunicato due recenti morti causate dal morbillo. Entrambe le persone non erano vaccinate. Si tratta dei primi decessi attribuiti alla malattia nello Stato da 35 anni e delle prime vittime statunitensi del 2026, un segnale concreto della ripresa di un'infezione che gli Stati Uniti consideravano eliminata dal 2000.
Dall'inizio dell'anno, in Pennsylvania sono stati confermati 393 casi in 28 contee. A livello nazionale, il tracciamento della Johns Hopkins University ne indica 2.813 casi, già più dei 2.289 registrati nell'intero 2025. In quell'anno oltre 240 pazienti erano stati ricoverati e tre erano morti per le conseguenze dell'infezione.
I dati comprendono sia infezioni contratte all'estero sia contagi avvenuti negli Stati Uniti, ma i casi importati costituiscono una quota relativamente piccola. La maggior parte deriva dalla trasmissione locale. Se uno stesso ceppo continuasse a circolare per oltre dodici mesi, il Paese potrebbe perdere lo status di eliminazione del morbillo: una possibilità indicata dagli esperti, non ancora una decisione formalizzata.
La diffusione avviene mentre la copertura vaccinale contro il morbillo diminuisce tra i bambini che frequentano la scuola dell'infanzia e cresce la percentuale di esenzioni. Circa il 96% dei casi nazionali riguarda persone non vaccinate o delle quali non è noto lo stato vaccinale. Due dosi di vaccino MMR, contro morbillo, parotite e rosolia, oppure di MMRV, che include anche la varicella, assicurano una protezione stimata intorno al 97% contro l'infezione.
Il morbillo provoca generalmente febbre, tosse, naso che cola, occhi arrossati e un'eruzione cutanea caratteristica. In circa una persona non vaccinata su cinque l'infezione richiede il ricovero. Tra le complicazioni possibili figurano polmonite ed encefalite; negli Stati Uniti muoiono da una a tre persone ogni mille casi diagnosticati.
Anche chi supera la fase acuta può sviluppare conseguenze durature. Una di queste è la cosiddetta amnesia immunitaria, nella quale il sistema immunitario perde parte della memoria costruita contro agenti patogeni incontrati in precedenza. Il recupero clinico, quindi, non esclude necessariamente effetti successivi sulla capacità di contrastare altre infezioni.
Le autorità sanitarie della Pennsylvania non hanno diffuso ulteriori informazioni sulle due persone decedute, per tutelare la riservatezza delle famiglie. La segretaria alla Salute Debra Bogen ha ricordato che, dopo oltre tre decenni di circolazione molto limitata, molti cittadini non conoscono più la potenziale gravità della malattia. Il Dipartimento indica il completamento della vaccinazione come principale misura di protezione individuale e collettiva.
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