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Shokz OpenDots 2 alla prova: il comfort resta il loro vero superpotere
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I primi OpenDots ci avevano convinto per comfort, stabilità e qualità sonora, dimostrando che un paio di auricolari open-ear poteva essere qualcosa di più di un semplice compromesso per gli sportivi.
Non erano però prive di limiti: i controlli touch erano poco pratici durante l’attività fisica, le telefonate perdevano qualità negli ambienti rumorosi e, nonostante una resa buona per la tipologia, bassi e isolamento non potevano competere con quelli di un buon modello in-ear.
I nuovi auricolari Shokz OpenDots 2 partono proprio dalle fondamenta della prima versione, ma promettono di perfezionare il concetto del modello precedente con un sistema acustico più potente, bassi più definiti, microfoni aggiornati, controlli più precisi e una maggiore resistenza ad acqua e sudore.
Una recensione di questo prodotto, che arriva a poca distanza dalla prima versione, deve partire proprio da qui: gli OpenDots 2 restano auricolari open-ear ad elevato comfort, ma riescono a superare i limiti precedenti? E ancora: ha senso spendere 199 euro per un paio di auricolari aperti di questo tipo?
Il pubblico delle cuffiette OpenDots 2, come di tutti i prodotti Shokz, è ben definito. Qui non c’è la trasmissione ossea, il marchio di fabbrica di Shokz, ma sono prodotti che offrono la stessa funzione, ovvero nascono per chi vuole ascoltare contenuti senza perdere il contatto con l’ambiente circostante.
Parliamo di sportivi che durante un allenamento preferiscono restare vigili su quel che accade, di persone che camminando vogliono ascoltare le voci e, in stazione e in aeroporto, gli annunci oppure per chi lavora in ufficio e ascolta musica ma non vuole o non può isolarsi completamente dai colleghi o dal telefono.
Sono inoltre una soluzione interessante per chi non sopporta gli auricolari inseriti nel condotto uditivo o avverte fastidio dopo pochi minuti di utilizzo.
Per questo le OpenDots 2 mantengono, quindi, la struttura che aveva caratterizzato il modello precedente. Una parte dell’auricolare ospita il sistema acustico che proietta (letteralmente) la musica nel cavo auricolare, mentre l’altra parte contiene batteria ed elettronica.
I due elementi sono collegati dal sistema flessibile JointArc, che si aggancia intorno al bordo dell’orecchio.