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Remothered Red Nun's Legacy: misteri, orrori e ipnosi nella villa sulle pendici dell'Etna
Remothered Red Nun's Legacy si presenta alla GamesCom 2026 come il terzo capitolo horror di Stormind Games, ricco di atmosfera e tensione.
Alla GamesCom 2026 abbiamo messo le mani per la prima volta su Remothered Red Nun's Legacy. Il gioco è il terzo capitolo del noto franchise horror a firma Stormind Games, il collettivo italiano con base in Sicilia che un paio d'anni fa ci ha regalato il buon A Quiet Place the Road Ahead (qui la recensione di A Quiet Place The Road Ahead). Abbiamo vissuto una breve porzione del viaggio allucinato di Susan, saggiandone le atmosfere, le peculiarità del gameplay e le ambizioni narrative, degli elementi questi che abbiamo approfondito un po' di più scambiando quattro chiacchiere col Game Director Antonio Cutrona. Al netto di qualche asperità, la produzione ha saputo intrigarci, lasciandoci con la genuina curiosità di scoprirla per intero.
Agata Trovato ha sette anni quando sparisce assieme ad altri bambini, in quello che le autorità definiscono come un rapimento coordinato. I corpi senza vita degli altri piccoli vengono ritrovati dopo poco, ma non quello di Agata, figlia di padre italiano (Angelo) e di madre statunitense: Susan Harper. I due sono disperati, ma nonostante il passare dei mesi Susan continua a nutrire dentro di sé la speranza che la sua bambina possa essere ancora viva. L'assenza di piste concrete si conclude a poco più di un anno dal rapimento, quando la Harper riceve una registrazione anonima che la spinge a raggiungere una villa abbandonata sulle pendici dell'Etna.
Si tratta di una grande residenza della famiglia Ashmann, la stessa a cui appartiene l'inquietante Red Nun che i patiti di Remothered ben conoscono. Chiarite le premesse narrative, la demo ci ha consentito di esplorare i corridoi e le sale della villa, che hanno impiegato poco a catturarci sul profilo estetico. Dalle marionette agli oggetti d'arredo e strumenti, passando per le pavimentazioni decorate, il mobilio e la resa stessa di una serie di materiali, le zone da noi visitate sono state realizzate con dovizia di particolari. Nel tragitto casa-lavoro, Cutrona ci ha detto che si fermava spesso a guardare una casa abbandonata su una collina, che lo affascinava. In seguito, quando il team ha deciso di ambientare Red Nun's Legacy in una vecchia villa, le ricerche si sono intensificate. Gli addetti ai lavori sono andati a vedere il set del film de Il Gattopardo, gli interni di palazzo Biscari, a Catania, per studiarne lo sfarzo e i colori. Il tutto per creare rimandi visivi al Suspiria di Dario Argento, che pure si trova tra le fonti di ispirazione dei creativi di Stormind Games.
Inoltre, come dicevamo, molti oggetti di scena sono fortemente legati alla tradizione siciliana, e persino alle case dei nonni di alcuni sviluppatori. Per farla breve, troviamo che la passione con cui il collettivo ha costruito Villa Ashmann traspaia tutta nella demo del gioco. Passando oltre, nella sua ricerca di chiavi e altri elementi per avanzare nella propria indagine, Susan potrà imbattersi in vecchi documenti sul sordido passato degli Ashmann, atti anche ad approfondire la tremenda storia dietro la Red Nun. A questo proposito, in una sezione della demo abbiamo esplorato una parte del convento del Cristo Morente, un luogo che come ci è stato detto sarà fondamentale per svelare le origini della Red Nun, e che pure è stato modellato con perizia. Al suo interno abbiamo risolto un puzzle semplice ma pienamente calzante con quella porzione del gioco, che ci ha chiamato a mettere nel giusto ordine delle raffigurazioni sfruttando un passo del Levitico (una porzione della Bibbia). Tornando alla residenza degli Ashmann, la protagonista subirà l'influsso di metronomi atti a mantenere le sue "abitanti" (ne parleremo a breve) in un profondo stato di ipnosi. Sul lungo periodo, chiaramente, ciò potrebbe rendere sempre più difficile alla Harper distinguere la realtà dall'allucinazione, aprendo a una serie di interessanti possibilità sul fronte ludic