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Iniziate le operazioni di recupero dello yacht affondato in Costa Smeralda
Sono iniziate ieri le
operazioni di recupero dello yacht Angiola II, l'imbarcazione di
30 metri affondata lo scorso 11 agosto a seguito di un'avaria ai
motori mentre si trovava in navigazione in Costa Smeralda, tra
l'isola dei Cappuccini e Capo Ferro.
Tre le ditte specializzate del nord Sardegna, incaricate
dall'armatore Antonio Bettanin, impegnate nelle complesse
attività di rimozione del relitto fermo a circa sette metri di
profondità, coordinate e autorizzate dalla Guardia Costiera di
La Maddalena. Sin dal giorno dell'affondamento, i militari hanno
mantenuto una costante attività di vigilanza sull'area dello
specchio acqueo interessato, attraverso il monitoraggio e il
raccordo con le ditte incaricate, per verificare l'assenza di
fenomeni di inquinamento e prevenire eventuali conseguenze per
l'ambiente marino.
Nelle attività di monitoraggio è stato interessato anche il
Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica.
Lo yacht di 30 metri, battente bandiera maltese e del valore
stimato di 8 milioni, è di proprietà della famiglia veneta
Bettanin. L'armatore si trovava a bordo dello yacht insieme ad
altre 14 persone quando si è verificata l'avaria e un principio
d'incendio. Nessuna persona era rimasta ferita.
Iniziate le operazioni di recupero dello yacht affondato in Costa Smeralda
PORTO CERVO,
04 settembre 2026, 14:12
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