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Medicina AI: trascrizione e refertazione senza violare il GDPR
Un medico di famiglia detta un referto al telefono, un'app di trascrizione automatica lo converte in testo: in quel passaggio transita un dato sanitario, categoria particolare protetta dall'articolo 9 del GDPR. Se l'audio raggiunge un server fuori dal perimetro dello studio o dell'ospedale, serve una base giuridica specifica, non il consenso generico raccolto all'accettazione. Il nodo critico è il percorso di quell'audio prima che diventi testo scritto.
Esiste un flusso che separa l'identità del paziente dal contenuto clinico prima che qualunque modello linguistico veda il testo. Il primo passaggio anonimizza i dati anagrafici, il secondo trascrive l'audio con un modello eseguito in locale o con un fornitore europeo che ha firmato un accordo di trattamento dati, il terzo affida il testo già ripulito a un modello che struttura la bozza del referto. Il medico resta l'ultimo passaggio: nessuna riga esce dallo studio senza la sua firma.
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