// TOM'S HARDWARE ITALIA — FINANZA
Tim Schafer: "Solo io posso chiudere Double Fine"
Quando una grande azienda decide di liberarsi di uno studio di sviluppo, la reazione più comune è la rassegnazione. Non è stato così per Tim Schafer, fondatore di Double Fine e mente dietro titoli come Psychonauts, che ha trasformato la cessione della sua compagnia da parte di Xbox in quella che lui stesso definisce una "rinascita creativa". Il racconto di questi mesi turbolenti, affidato a un'intervista con Jason Schreier di Bloomberg nel settembre 2026, restituisce il ritratto di un'industria in trasformazione e di uno studio che ha scelto di non arrendersi.
Schafer ha rivelato di aver percepito i primi segnali di quello che stava per accadere ben prima dell'annuncio ufficiale della cessione da parte di Microsoft. Piuttosto che subire passivamente la decisione, ha scelto di reagire. "A un certo punto ti dici: aspetta un attimo, non possiamo finire così", ha raccontato il game designer. "C'è chi ha detto: per me questa battaglia è di troppo, mi tiro fuori. Ma per tutti gli altri è stato come un risveglio creativo."
Le parole più incisive, però, riguardano il destino stesso dello studio. Con un'immagine tanto cruda quanto efficace, Schafer ha paragonato Double Fine a un cane che nessuno avrebbe il diritto di sopprimere se non lui stesso. "Nessuno chiude Double Fine tranne me", ha affermato. "Asha non spara al mio cane. Se qualcuno deve farlo, sono io. Ma non lo farò, perché quel cane se la caverà benissimo. In tanti vorrebbero portarlo a spasso." Un riferimento diretto ad Asha Sharma, la CEO che sta guidando la ristrutturazione di Xbox.
L'esito di questa vicenda ha comunque un prezzo. Double Fine è riuscita a mantenere la proprietà intellettuale dei propri titoli e a diventare completamente indipendente, ma questo passaggio ha comportato il licenziamento di un quarto del personale. Nonostante ciò, lo studio non ha rallentato la produzione: ha già lanciato una campagna Kickstarter per il suo prossimo progetto, accompagnata da una promessa curiosa. Se la raccolta fondi dovesse superare i 100 milioni di dollari, il team si è impegnato a realizzare anche il seguito di Brutal Legend, titolo cult del 2009.
Dietro l'entusiasmo delle dichiarazioni pubbliche, Schafer non ha nascosto la fatica di un anno complicato. "Abbiamo attraversato molto in questi mesi", ha spiegato a Schreier. "Tanta roba che ti prosciuga l'anima: conflitti interni, minacce di chiusura, trattative infinite, compromessi durissimi da negoziare con gli avvocati. Un carico enorme di cose demoralizzanti." Eppure, proprio in mezzo a queste difficoltà, il fondatore dello studio racconta di aver ritrovato una scintilla creativa capace di rimotivare sé stesso e il team rimasto.
"Questa è la buona battaglia", ha detto Schafer. "Riusciamo a trovare un'idea valida per un gioco, realizzabile con il budget giusto, che possa interessare a un publisher orientato a questo tipo di produzioni? Risolvere questo genere di problemi nutre l'anima. Usare la creatività per superare gli ostacoli è quello che ci fa alzare dal letto la mattina. Sarà pure difficile, spaventoso e stressante, ma almeno ha riacceso un po' di fuoco nella pancia mia e di tutta la squadra."
La vicenda di Double Fine si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione per Xbox, dove la CEO Asha Sharma sta lavorando per riportare l'azienda alla redditività. La cessione dello studio fondato da Schafer non è stato un caso isolato: rientra in una serie di tagli che hanno coinvolto complessivamente circa 3.200 dipendenti nell'intera divisione. Sharma, dal canto suo, ha mantenuto un atteggiamento relativamente trasparente riguardo alla situazione finanziaria dell'azienda e ai piani futuri, confermando recentemente alla BBC che la prossima console della famiglia Xbox, nome in codice Project Helix, si presenterà come una "famiglia di dispositivi". Sharma ha però evitato di sbilanciarsi sulla presenza o meno di un lettore disco nel nuovo hardware.
Sul fronte dei giochi già pubblicati, Double Fine ha colto l'occas