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Threadripper Halo Station è un mostro da 96 core, chissà quanto costerà
AMD ha presentato il 4 settembre alla IFA di Berlino il Threadripper Halo Station, una workstation che affianca al processore Threadripper PRO 9995WX, 96 core e 192 thread, due acceleratori Instinct MI350P raffreddati a liquido. Ogni scheda porta 144GB di memoria HBM3E, per un totale reale di 288GB sul prototipo mostrato al pubblico. L'obiettivo dichiarato da AMD è far girare in locale modelli di grandi dimensioni senza affittare capacità cloud, come scritto nella pagina prodotto ufficiale.
La versione mostrata resta però un prototipo a due schede. Il modello completo, con quattro acceleratori per un totale dichiarato di 576GB di memoria, è nelle parole di AMD un percorso e non ancora un prodotto ordinabile: a deciderne il prezzo finale saranno i partner OEM che costruiranno le macchine.
Il resto della scheda tecnica descrive un sistema pensato per restare acceso a lungo sotto carico pesante. Il Threadripper PRO 9995WX arriva a 5,4GHz in boost, con 384MB di cache L3 e un TDP dichiarato di 350 watt. Il sistema supporta fino a 2TB di RAM DDR5 su otto canali, con una banda dichiarata da AMD di 410GB/s per la sola memoria di sistema.
AMD punta da tempo sull'IA enterprise su questa stessa piattaforma: Tom's Hardware aveva seguito il lancio degli stessi acceleratori a inizio anno, prima ancora che finissero in una workstation da scrivania.
AMD rivendica per la configurazione completa fino a 3,4 volte la memoria totale della concorrente NVIDIA DGX Station, un confronto che vale solo se le quattro schede arriveranno davvero sul mercato. Il debutto è indicato solo per il 2027, senza un mese preciso.
NVIDIA punta su un'unica memoria coerente condivisa fra CPU e GPU. AMD sceglie invece schede PCIe indipendenti, meno unificate ma più facili da aggiungere una alla volta.
AMD non ha reso nota alcuna cifra per la Halo Station. Le stime indipendenti sui soli componenti del prototipo a due schede superano i 100.000 dollari, prima di aggiungere alimentazione, raffreddamento e telaio.
Il termine di paragone più vicino è NVIDIA DGX Station, listata anch'essa a circa 100.000 dollari, con 748GB di memoria coerente tramite il collegamento NVLink-C2C fra una GPU B300 e una CPU Grace. All'estremo opposto della gamma NVIDIA c'è la DGX Spark, portata a 4.699 dollari dopo il rincaro di 700 dollari deciso a fine febbraio 2026 per i vincoli sulla fornitura di memoria.
Fra questi due estremi, già entrambi in vendita, la Halo Station promette di collocarsi senza però dire dove.
Una macchina discreta ed espandibile scheda per scheda, in questa fascia di prezzo, si rivolge a laboratori di ricerca e system integrator che vogliono eseguire modelli di grandi dimensioni senza dipendere dal cloud. Per uno sviluppatore singolo restano più sensate soluzioni come la stessa DGX Spark, già in vendita a una frazione del costo.