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Nuova assistente sociale per la famiglia del bosco
La 'famiglia del bosco' ha una nuova assistente sociale. Secondo quanto si apprende si tratta di Giuseppina Tittaferrante che, dunque, prenderà il posto di Veruska D'Angelo. Su quest'ultima è stato aperto un procedimento disciplinare da parte dell'Ordine degli assistenti sociali della Regione Abruzzo per una presunta violazione di alcune norme del codice deontologico.
Domani Tittaferrante vedrà l'avvocato della famiglia, Simone Pillon. Non è chiaro se all'incontro parteciperà anche D'Angelo che, al momento, non risulta essere stata ufficialmente rimossa dal suo incarico.
"Non amo il giustizialismo e, nonostante abbia espresso un'opinione dissenziente rispetto all'operato del servizio sociale, non imputo malafede né approvo l'avvio di procedimenti disciplinari di nessun tipo, come diffuso da alcuni organi di stampa, e auguro che D'Angelo possa lavorare serenamente": è quanto dichiara lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente del legale che assiste i coniugi della 'famiglia nel bosco'.
"Questo non vuol dire che il mio giudizio sull'operato e sulle competenze messe in campo sia cambiato: il patatrac è avvenuto nei mesi che hanno preceduto il prelievo dei bambini, peraltro gestito con modalità incredibili: è stato fatto a novembre, nel tardo pomeriggio, quando già era buio, con due gazzelle dei carabinieri di scorta e una decina di persone presenti". "Gli errori che imputo - prosegue Cantelmi - sono la mancanza di una mediazione linguistica, la mancanza della conoscenza della lunga e complessa storia della coppia genitoriale, l'incapacità di instaurare un rapporto cooperativo e collaborativo, che invece avvenne con il servizio sociale di Bologna che incoraggiò Catherine a ritornare con fiducia a Palmoli e riprendere i contatti con il servizio sociale locale".
"Soprattutto - aggiunge lo psichiatra - imputo l'incapacità di valutare alternative e metterle in atto, la rarità degli incontri, l'uso delle forze dell'ordine, l'incapacità di creare un legame empatico e collaborativo e, soprattutto, il non aver valutato la sproporzione della sottrazione dei bambini ai genitori rispetto alle criticità osservate. Il prelievo ha spazzato via decenni di studi: i bambini hanno bisogno innanzitutto dell'amore dei loro genitori, poi di tutto il resto". "In questo caso l'amore dei genitori c'era: nessun abuso, nessun pericolo immediato, solo tanta incapacità di comprendere la profondità umana della coppia. Ecco, questo io imputo al servizio sociale, esprimo le mie critiche che credo legittime, ma non sopporto l'attacco personale alla dottoressa D'Angelo, la criminalizzazione o le accuse di malafede". Cantelmi, infine, augura a Veruska D'Angelo, sostituita nel procedimento da un'altra assistente sociale, la serenità necessaria per proseguire il suo lavoro.