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La NASA vuole produrre energia e ossigeno direttamente sulla Luna
La NASA ha aperto un bando per sviluppare le tecnologie necessarie a costruire e mantenere una base nella regione del polo sud lunare. Cerca soluzioni per produrre energia, estrarre ossigeno e ottenere sul posto materiali per costruzioni e attività operative. Portare astronauti e strumenti sulla superficie è soltanto una parte del problema. Per rendere possibile una base lunare servono anche impianti capaci di sostenerne il funzionamento nel tempo.
L'iniziativa si chiama Lunar Enabling Infrastructure Accelerator ed è contenuta nell'Appendice A del programma NextSTEP-3. Il bando punta a far maturare e dimostrare capacità che colmino le lacune infrastrutturali individuate dall'agenzia. Tra queste figura la generazione di energia: sulla Luna, come in un impianto industriale terrestre, gli strumenti possono lavorare soltanto se dispongono dell'alimentazione necessaria. Il progetto riguarda quindi ciò che deve funzionare dopo l'arrivo dei mezzi di trasporto.
Un altro obiettivo è l'estrazione di ossigeno, insieme alla produzione di materiali sulla Luna. Il principio è quello dell'utilizzo delle risorse locali: ricavare sul posto una parte di ciò che altrimenti andrebbe trasportato dalla Terra. Non significa che una base possa già rendersi autonoma. Significa sviluppare processi e apparecchiature che potrebbero ridurre la dipendenza dai rifornimenti, se dimostrassero prestazioni adeguate nelle condizioni operative previste.
La conseguenza concreta sarebbe un cambiamento nella logistica delle missioni: poter produrre materiali destinati alle costruzioni e alle operazioni permetterebbe di pianificare attività meno vincolate alla consegna di ogni singolo componente o consumabile terrestre. Per chi segue la tecnologia, il tema passa dai razzi alle macchine: sistemi energetici, produzione di materiali e strumenti industriali diventano elementi dell'esplorazione spaziale. È questa infrastruttura a dover sostenere una presenza prolungata sulla superficie.
Il passaggio decisivo resta la dimostrazione delle capacità proposte. La distanza tra un risultato promettente e una tecnologia utilizzabile attraversa diversi settori della ricerca, come mostra anche il dibattito sulle promesse e sui risultati del quantum computing. Nel caso lunare, la NASA indica che i dati tecnici e gli esiti delle dimostrazioni ottenuti dai contratti potranno contribuire a orientare le successive strategie di acquisizione dell'agenzia.
La selezione prevede una competizione aperta a imprese private, istituzioni accademiche e organizzazioni senza scopo di lucro. Sono ammessi anche partner internazionali attraverso gruppi a guida statunitense. L'obiettivo dichiarato è sviluppare capacità guidate dagli Stati Uniti e rafforzarne la base industriale. Secondo Greg Stover, direttore della divisione Advanced Research and Technology della NASA, la collaborazione con l'industria deve contribuire a colmare le lacune che ostacolano l'esplorazione umana di lunga durata.
Il bando è però un passo nello sviluppo tecnologico, non la dimostrazione che queste infrastrutture siano già pronte. Il comunicato non presenta risultati sperimentali dei futuri progetti né stabilisce quando una base potrà disporre delle capacità cercate. Restano da selezionare le proposte e verificare le soluzioni. La possibilità di restare sulla Luna dipenderà anche da quanto questi impianti sapranno funzionare oltre la fase di progetto.
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