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Un'action cam che diventa gimbal? Esiste davvero e l'abbiamo provata con mano a Berlino
Durante i nostri giri ad IFA 2026 a Berlino ci siamo imbattuti in un'idea che potrebbe cambiare il modo di girare video in mobilità, oppure rivelarsi un azzardo senza futuro. Si chiama Hohem Eyepic ed è la prima action cam tascabile 2-in-1, che riesce ad unire un gimbal stabilizzato ad un'action cam staccabile. Invece di costringerci a scegliere tra la fluidità di un braccio meccanico a tre assi e la comodità di una micro-camera da agganciare alla maglietta, Hohem ha deciso di fondere i due mondi in un unico corpo. Ma funziona davvero sul campo o rischia di scontentare tutti?
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Ci siamo avvicinati allo stand di Hohem a Berlino per toccare con mano la nuova Eyepic e capire se questa modularità fosse vera sostanza o solo un esercizio di stile. La costruzione generale ci è sembrata solida e curata, ma nell'uso pratico la sensazione è che ci sia ancora da lavorare per la versione finale, attesa a inizio 2027.
Il gimbal meccanico lavora benissimo nel gestire i movimenti a mano libera, garantendo riprese stabili come ci si aspetta da un marchio con questo know-how. Il meccanismo di sgancio però non è affatto intuitivo al primo impatto e richiede un minimo di pratica per non inciampare.
Per poter staccare il piccolo modulo camera dall'impugnatura, bisogna necessariamente posizionarlo in orizzontale, un vincolo meccanico che spezza un po' il ritmo d'uso se volete passare al volo dalla modalità stabilizzata al fissaggio sul cappellino o sul cordino da collo. Inoltre, una volta staccata l'unità, l'impugnatura permette di controllare i parametri da remoto, con un'anteprima a 1080p fino a 10 metri, anche se la fluidità dell'interfaccia mostra ancora qualche incertezza, sintomatica di un software immaturo.
La vera nota dolente che ci ha lasciato perplessi riguarda però la gestione termica: il piccolo modulo fotocamera di Hohem Eyepic scalda in maniera esagerata dopo pochi minuti di funzionamento, al punto da rendere davvero fastidioso il contatto diretto con le mani.
Trattandosi di un prototipo, ci auguriamo che gli ingegneri risolvano il problema prima del debutto commerciale, perché un'action cam che brucia sui polpastrelli perde metà della sua utilità quotidiana.
Il vero asso nella manica di Hohem Eyepic risiede nella gestione dei contenuti verticali, pensati su misura per chi produce storie o video brevi. Ruotando lo schermo touch da 2,51" dell'impugnatura, il sensore ruota fisicamente di novanta gradi, permettendo di registrare in 4K a 60 fps, sfruttando l'intera superficie del sensore anziché ricorrere a un fastidioso ritaglio digitale dell'immagine. Per la qualità visiva pura, quel poco che abbiamo potuto osservare durante la fiera ci è sembrato buono, con immagini dettagliate e una resa cromatica convincente.
L'azienda dichiara un'autonomia di 90 minuti in modalità isolata, che sale a 150 minuti totali sfruttando la batteria presente nella base. Inoltre, c'è anche la resistenza all'acqua fino a 10 metri di profondità, non scontata per un prodotto così particolare e, soprattutto, con design modulare.
La sfida costruttiva resta comunque affascinante, perché unire un'action cam impermeabile ad un gimbal da vlogging in un solo acquisto potrebbe far risparmiare parecchi euro, a patto che il prezzo di listino rimanga competitivo rispetto ai mostri sacri del settore. Purtroppo per il momento non abbiamo ancora una cifra definitiva da comunicare.