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Il nuovo Ray Reconstruction di NVIDIA migliora i giochi (senza perdere fps) ed è gratis su tutte le RTX
Oltre al nuovo DLSS 5, NVIDIA ha rilasciato da poche settimane una delle novità più interessanti degli ultimi anni per chi ha una GPU RTX e ama il ray tracing, e la cosa sorprendente è che non bisogna comprare nulla di nuovo per averla. Il nuovo aggiornamento del Ray Reconstruction con DLSS 4.5 è disponibile gratuitamente per tutte le schede grafiche GeForce RTX, dalla serie RTX 20 in poi, e promette immagini migliori senza sacrificare le prestazioni.
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I colleghi di XDA hanno messo alla prova il nuovo aggiornamento del Ray Reconstruction su una RTX 4070 Ti Super, testando tre giochi diversi a 1440p per vedere quali sono i miglioramenti reali di questa nuova versione.
Prima di tutto, un po' di contesto. Il Ray Reconstruction è una tecnologia NVIDIA che combina in un unico modello AI due operazioni normalmente separate: l'upscaling (che aumenta la risoluzione partendo da un'immagine a risoluzione inferiore) e il denoising (che elimina il "rumore" visivo tipico del ray tracing, quella sgranatura fastidiosa nelle zone d'ombra e nei riflessi).
Fare entrambe le cose con un solo modello significa, almeno in teoria, risultati più coerenti e stabili.
Il nuovo modello si chiama Preset F ed è disponibile nell'app NVIDIA, dove sostituisce il precedente Preset D della versione 4.0. Funziona su tutte le architetture RTX, non solo sulle Blackwell (serie RTX 50): anche chi ha una GPU Ada Lovelace (serie RTX 40) o Ampere (serie RTX 30) può usarlo senza problemi, perché entrambe le architetture supportano nativamente le operazioni in virgola mobile a 8 bit richieste dal modello.
I test sono stati condotti su tre giochi con path tracing attivo, ovvero la tecnica di illuminazione più avanzata e più pesante per le GPU: Resident Evil Requiem, Alan Wake 2 e Backrooms: Escape Together.
Su Resident Evil Requiem, le differenze sono visibili soprattutto nei pavimenti bagnati e nelle zone con riflessi: il Preset F produce colori più convincenti e un'illuminazione più definita. In alcune situazioni, però, i riflessi risultano un po' troppo lucidi, quasi "bagnati" in modo esagerato rispetto a quanto la scena richiederebbe.
Sul fronte delle prestazioni, è un pareggio di massima: la differenza tra i due preset è inferiore all'1%, ampiamente dentro il margine di variazione normale tra un'esecuzione e l'altra.
Il caso più convincente è Alan Wake 2. In una scena specifica con path tracing attivo in un ambiente chiuso, il Preset F mostra chiaramente meno shimmer e grana attorno alle sorgenti luminose ad alto contrasto, e le texture delle superfici in legno e mattoni appaiono più nitide e stabili. Qui le prestazioni migliorano del 6% sulla media e dell'8% sui frame minimi, con una latenza leggermente inferiore.