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Femminicidio in Gallura, 'Cinzia avrebbe voluto vivere ed essere felice'
"Cinzia avrebbe voluto vivere,
avrebbe voluto affrontare e risolvere i suoi problemi, avrebbe
voluto essere felice". In occasione dell'anniversario dalla
scomparsa di Cinzia Pinna, i famigliari Renato e Carlotta Pinna
e Diana Serra, hanno diffuso una comunicazione in suo ricordo
attraverso i legali Antonella e Nino Cuccureddu.
"Aveva la possibilità di raggiungere l'obiettivo, perché era
intelligente, vivace, curiosa, sensibile ed empatica, era bella
e socievole e supportata da una grande e operosa famiglia. Lei
amava viaggiare, ha vissuto in Australia, negli Usa, in
Inghilterra e altri Paesi nei quali ha lavorato e si è
specializzata. Parlava tante lingue e in ogni esperienza
acquisiva nuove amicizie che le sarebbero state accanto nella
vita anche nel difficile percorso di allontanamento dall'uso di
sostanze psicoattive. La sua morte è avvenuta nel modo più
tragico e doloroso", scrivono, aggiungendo che "quella sera
Cinzia era in difficoltà, aveva necessità di aiuto e invece si è
imbattuta nel suo assassino".
"La crudeltà di annientare una persona nel momento di maggior
fragilità rende la sua perdita ancor più dolorosa e difficile da
accettare - aggiungono - Così come non potrà essere superata
l'angoscia di quei 12 giorni, dalla sua scomparsa al
ritrovamento del corpo, che hanno fatto precipitare in un incubo
non solo la famiglia ma intere comunità che si sono mobilitate
con centinaia di volontari per cercarla, mentre il suo assassino
non solo occultava il corpo ma depistava le ricerche".
"Fanno impressione le numerose e sempre diverse versioni dei
fatti, rese dall'imputato che, mentre era già in carcere, è
arrivato persino a sostenere che Cinzia fosse stata uccisa dalla
sua compagna. - aggiungono i difensori dei familiari costituiti
parti civili - La famiglia auspica che il dibattimento che si
aprirà a novembre riesca a ricostruire quanto più possibile i
fatti accaduti quella notte e le responsabilità".
Gli avvocati Antonella e Nino Cuccureddu sottolineano poi che
"si è trattato di un delitto particolarmente efferato, è stata
colpita da tre proiettili in pieno volto mentre era seduta su un
divano e chi ha sparato era in piedi davanti a lei, queste sono
le conclusione del Ris di Cagliari. Il suo corpo è stato trovato
privo di indumenti dalla vita in giù, mentre i suoi telefoni e
il suo zaino non sono mai stati ritrovati, né l'autore del reato
li ha fatti reperire". Domenica 13 settembre alle ore 19 si
terrà una messa in ricorso nella cattedrale di Castelsardo.
Femminicidio in Gallura, 'Cinzia avrebbe voluto vivere ed essere felice'
OLBIA,
11 settembre 2026, 14:08
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