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Death Stranding 2: On the Beach avrebbe venduto 2,5 milioni di copie
Death Stranding 2: On the Beach avrebbe venduto circa 2,5 milioni di copie tra PS5 e PC, secondo le stime di Alinea Analytics. Di queste, circa 1,8 milioni sarebbero state vendute su PlayStation e 700.000 su Steam, per un ricavo complessivo stimato in circa 170 milioni di dollari. Il ritmo delle vendite, tuttavia, sarebbe calato rapidamente dopo i primi mesi: su PS5 circa un milione di copie sarebbe stato venduto nei primi due mesi, mentre successivamente il gioco avrebbe faticato a superare le 100.000 copie mensili, arrivando a meno di 30.000 nel mese di agosto nonostante alcuni tagli di prezzo. Anche su Steam circa l'80% delle copie sarebbe stato venduto nei primi due mesi.
Il confronto con il primo Death Stranding rende il quadro più interessante. Il gioco originale ha superato quota 5 milioni di copie vendute nel corso della suo ciclo vitale, attirando oltre 20 milioni giocatori grazie ai servizi di abbonamento, e generando almeno 240-250 milioni di dollari di ricavi. Secondo l'analista, considerando un costo di sviluppo stimato intorno ai 100 milioni di dollari per il primo capitolo e tra i 150 e i 200 milioni per il secondo, la serie avrebbe probabilmente raggiunto il punto di pareggio, ma con un margine non particolarmente elevato. "Da un punto di vista strettamente finanziario, posso capire la decisione di Sony di abbandonare Physint. Presa isolatamente, almeno. Ma anche la percezione e l'immagine contano. E in questo momento contano parecchio", ha spiegato l'analista.
Il ragionamento aiuta quindi a comprendere perché Sony possa aver deciso di non proseguire con Physint, soprattutto considerando l'entità degli investimenti necessari per un nuovo progetto di Kojima Productions. L'analista sottolinea però anche un aspetto meno immediato: la serie di Death Stranding ha ottenuto risultati particolarmente importanti in Cina attraverso Steam. Il 44% dell'utenza Steam di Death Stranding 2 proverrebbe infatti dalla Cina, contro il 27% del primo capitolo. Abbandonare questa strategia significherebbe quindi perdere anche una sorta di porta d'ingresso verso un mercato nel quale PlayStation non ha una presenza ufficiale particolarmente forte. "Un ritorno sull'investimento stimato tra il 18% e il 38% significa comunque diverse decine di milioni di dollari di margine, ma non è una cifra enorme per un'azienda come PlayStation, soprattutto per un progetto con un budget di questo tipo", ha osservato.
Il problema, secondo l'analista, è però che una decisione economicamente comprensibile potrebbe avere conseguenze molto più ampie sul rapporto tra PlayStation e il suo pubblico. "Dalla prospettiva finanziaria e dei margini, l'abbandono di Physint ha senso. Ma un marchio vale più di queste cose, soprattutto quando la concorrenza è pronta a intervenire per ottenere un po' di buona pubblicità", ha concluso. La questione arriva inoltre in un momento particolarmente delicato per Sony, tra il lancio di Marvel’s Wolverine, accolto senza particolare entusiasmo, e le forti critiche ricevute per la decisione di interrompere il supporto al formato fisico a partire dal 2028. In questo contesto, perdere un progetto di Kojima e lasciare spazio a Xbox, che ha deciso di collaborare con l'autore giapponese per il suo nuovo gioco, potrebbe quindi avere un costo d'immagine molto più difficile da quantificare.
From a strictly financial perspective, I can understand Sony’s decision to divest from Physint . In a vacuum, anyway. PR and optics still matter. And right now, quite a bit.
Death Stranding 2 has sold 2.5M copies, 1.8M on PlayStation and 700K on Steam (@alineaanalytics… pic.twitter.com/Aqnqz37FQU
— Rhys Elliott (@superhys) September 10, 2026