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L'AI ci ucciderà tutti? Forse, ma intanto marketing e finanza ci stanno consumando a forza di dichiarazioni assurde
L'8 settembre Jacob Coxon si è dimesso da Anthropic e ha messo su X il proprio atto d'accusa: chi costruisce l'intelligenza artificiale, ha scritto, "crede davvero che potrebbe ucciderci tutti entro la fine del decennio". Eppure, lascia intendere Coxon, vanno avanti lo stesso come se niente fosse.
"I resigned from Anthropic today. Neither company is acting responsibly. They are racing straight to self-improving superintelligence and gambling with our lives." (Jacob Coxon, su X, 8 settembre 2026)
Il post ha superato i 100 milioni di visualizzazioni. E non poteva essere altrimenti, perché il pubblico (soprattutto su social e su certi social) non vede l'ora di affermare e riaffermare come certe cose siano il Male assoluto. C'è una gran voglia di urlare "moriremo tutti e sarà l'AI a ucciderci", ma non è necessariamente vero.
Quattro giorni dopo, il 12 settembre, Dario Amodei ha pubblicato un saggio per chiedere ai laboratori di rallentare lo sviluppo dei modelli di frontiera, e lo stesso giorno Sam Altman ha detto a Fortune che quotare OpenAI in borsa nel 2026 sarebbe stato "un momento sconsigliato".
"We must slow the pace at which we improve the capabilities of AI models." (Dario Amodei, dal saggio "We Must Pace the Frontier", 12 settembre 2026)
"I actually think that, given everything happening with safety, right now would be an ill-advised moment to go public, and we don't feel pressure on that." (Sam Altman, a Fortune, 12 settembre 2026)
L'ingresso in borsa dell'azienda quindi è rinviato a non prima del 2027. Il giorno dopo Anthropic (che punta a una propria quotazione al Nasdaq in ottobre, fino a duemila miliardi di valutazione) comunicava a un gruppo ristretto di investitori il secondo trimestre di fila in utile operativo rettificato. Per il momento l'IPO di Anthropic è confermata, ma potrebbe cambiare tutto nelle settimane che restano.
I rischi dell'AI esistono e sarebbe da incoscienti far finta del contrario. Tuttavia, questa è l'ennesima occasione in cui il rischio diventa materiale pubblicitario. E il fatto che ci siano di mezzo oltre mille miliardi di investimento non è un dettaglio secondario: è proprio la ragione che muove ogni singolo ingranaggio.
Forse persone come Coxon hanno un qualche principio etico, di cui ogni tanto si ricordano. Ma le corporazioni di cui stiamo parlando non ne hanno nemmeno un grammo, di etica. Pensare anche solo per un secondo che un'azienda come Anthropic "si preoccupi" sarebbe un errore. L'unica cosa che può servire è una regolamentazione forte imposta dall'alto, ma negli USA non esiste un governo che abbia la volontà di farlo.
Amodei propone tre mosse: valutatori terzi dentro i laboratori, standard di sicurezza comuni fra le democrazie, coordinamento globale anche con le autocrazie. Sam Altman ed Elon Musk si sono accodati nel giro di ore.