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Il telescopio Roman consuma pochissimo: ora può durare molto di più
Il Nancy Grace Roman Space Telescope dispone di carburante sufficiente per almeno 22 anni di potenziali operazioni scientifiche, secondo la nuova stima annunciata dalla NASA. Una massa inferiore alle previsioni e il risparmio di propellente nelle manovre hanno ampliato il margine operativo dell’osservatorio: il telescopio potrebbe così raccogliere dati per oltre due decenni, rispetto ai dieci anni considerati inizialmente tra missione primaria ed eventuale estensione.
Partito da Cape Canaveral a fine agosto con un Falcon Heavy di SpaceX, Roman ha una missione primaria di cinque anni, dedicata allo studio dell’energia oscura e alla ricerca di esopianeti. Gli scienziati auspicavano altri cinque anni di attività dopo questa prima fase. La durata effettiva dipenderà comunque dai finanziamenti e dal funzionamento del telescopio, oltre che dal carburante disponibile.
Il primo vantaggio è emerso durante la costruzione: il progetto prevedeva una massa massima di 9.800 chilogrammi, mentre il veicolo completato si è fermato a 8.065 chilogrammi. La differenza ha consentito di aumentare la riserva di propellente, riempiendo i serbatoi fino alla loro capacità anziché limitarsi alla quantità necessaria per soddisfare il requisito dei dieci anni di operazioni.
Alison Rao, responsabile dei sistemi di propulsione di Roman al Goddard Space Flight Center, ha spiegato che il fabbisogno viene aggiornato durante l’integrazione e i test sulla base della massa effettiva. Già prima del lancio, il carico aggiuntivo portava l’autonomia stimata ad almeno 14 anni: un margine che potrebbe ampliare anche le osservazioni con cui Roman cercherà pianeti nascosti dalla luce delle stelle.
Il risparmio successivo è arrivato entro un giorno dal decollo, con un’accensione del motore durata tre minuti per correggere la traiettoria. La manovra ha richiesto appena 18 chilogrammi di propellente, contro i 200 preventivati. Il consumo, inferiore a un decimo del budget assegnato, avrebbe aggiunto circa quattro anni di autonomia potenziale, portando la stima complessiva a 18 anni.
La precisione di quella prima accensione ha inoltre ridotto il fabbisogno previsto per la seconda correzione, necessaria a raggiungere l’orbita attorno al punto lagrangiano L2 verso la fine dell’anno. Secondo le stime riportate, questo ulteriore risparmio potrebbe valere altri quattro anni di attività scientifica: è il passaggio che porta il bilancio del carburante ad almeno 22 anni.
Nella regione di L2, dalla parte opposta al Sole rispetto alla Terra, Roman raggiungerà altri osservatori, tra cui James Webb. Una volta nell’orbita operativa, il mantenimento orbitale richiederà piccole accensioni circa ogni 28 giorni, con consumi molto contenuti rispetto al propellente inizialmente accantonato per le correzioni durante il viaggio.
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