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Samsung molla Microsoft per Google, cosa cambia per chi ha un Galaxy
Samsung ha iniziato a distribuire gli aggiornamenti che portano il backup su Google Foto dentro l'app Galleria dei Galaxy, colmando il vuoto aperto qualche mese fa con la rimozione dell'integrazione con OneDrive di Microsoft. La conferma arriva dalle note di rilascio dell'app Gallery Cloud Sync, dove l'azienda descrive un servizio che salva automaticamente foto, video e album nel cloud e li mantiene allineati tra smartphone e tablet. Fino a oggi, infatti, chi usava un Galaxy era rimasto senza alcuna funzione di backup integrata e doveva ripiegare su app di terze parti di Microsoft, Google o Amazon.
Nelle descrizioni ufficiali Samsung parla genericamente di "Google Cloud", ma le anteprime della funzione mostrano una vera integrazione con Google Foto: la voce si chiama "Sync with Google" e permette di vedere lo spazio residuo dall'app Galleria, scegliere quali album sincronizzare e definire a quali condizioni di rete avviare l'upload. Per attivarla servono le versioni aggiornate di Gallery Cloud Sync e di Samsung Cloud, oltre probabilmente a un aggiornamento dell'app Galleria o dell'intero sistema. La funzione non risulta ancora attiva su tutti i dispositivi e la pagina di supporto di Google non cita Samsung, segno che il rilascio sarà graduale.
Non è una novità assoluta, però: la stessa integrazione era già arrivata sulla Galleria di OnePlus nel 2024 e su alcuni modelli Xiaomi. Chi usava OneDrive potrà continuare a sincronizzare le proprie immagini fino al 30 settembre, dopodiché dovrà scegliere un'alternativa. Il nodo resta lo spazio: Google Foto offre 15 GB gratuiti condivisi con Gmail e Drive, quindi una libreria di qualche anno li esaurisce rapidamente e spinge verso i piani Google One.
Per evitare un abbonamento dedicato le strade sono diverse. Chi è già cliente Prime può sfruttare Amazon Photos, che in Italia include archiviazione illimitata delle foto a piena risoluzione, con il limite di 5 GB per i video; se l'abbonamento scade, lo spazio scende a 5 GB complessivi e non si possono più caricare nuovi file. Sul fronte gratuito puro c'è Immich, progetto open source che replica l'esperienza di Google Foto su un server domestico, con app Android e iOS, backup automatico in background, riconoscimento dei volti e ricerca testuale elaborata in locale; gira in container Docker e dalla fine del 2025 ha raggiunto la versione stabile 2.0, ma richiede un mini PC o un NAS con almeno 4-6 GB di RAM.
Chi preferisce soluzioni meno tecniche può appoggiarsi alle app incluse nei NAS di Synology e QNAP, che si pagano una volta con l'hardware, oppure organizzare copie periodiche su un disco esterno e sul PC, magari automatizzate con Syncthing. In ogni caso conviene mantenere almeno due copie su supporti diversi, perché il cloud singolo resta un punto debole. Per i possessori di Galaxy la scelta va fatta a breve: dopo il 30 settembre il backup nativo passerà interamente per Google, con tutti i vincoli di spazio che ne derivano.
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