// TOM'S HARDWARE ITALIA — SALUTE
La Luna ha un nuovo cratere di 222 metri: quanto spesso accade?
Un gruppo di ricercatori che lavora con i dati della NASA ha identificato un nuovo cratere lunare largo 222 metri confrontando immagini della sonda Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO). Il risultato, pubblicato su Science Advances, documenta un impatto abbastanza potente da modificare anche il terreno per chilometri attorno alla cavità: le osservazioni termiche mostrano che questa zona perde calore più rapidamente durante la notte lunare.
Il cratere è stato chiamato ufficialmente McGetchin, in onore dello scienziato lunare Tom McGetchin. Si trova vicino al margine orientale della Luna e si è formato tra aprile e maggio del 2024. Secondo le stime dei ricercatori, a scavarlo è stato un asteroide o una cometa dalle dimensioni paragonabili a un edificio di tre-sei piani. La cavità raggiunge circa 43 metri di profondità.
Quanto spesso accade? Per un impatto di queste dimensioni, i ricercatori stimano una frequenza di circa un evento per secolo sull’intera Luna, o persino inferiore. È una stima statistica, non una scadenza regolare tra due collisioni. Il nostro satellite non possiede un’atmosfera capace di frenare o disgregare le rocce in arrivo, che possono quindi raggiungere direttamente la superficie; gli impatti più piccoli sono molto più numerosi.
Il monitoraggio dei nuovi impatti sulla Luna può contare su oltre 17 anni di osservazioni di LRO. In questo archivio sono stati identificati almeno mille nuovi crateri e circa 100.000 ulteriori cambiamenti della superficie, prodotti da collisioni o dai detriti scagliati all’esterno. Per le cavità larghe circa nove metri, gli scienziati stimano la formazione di 140 nuovi crateri ogni anno: possono bastare rocce di circa 1,1 metri per generarli.
A individuare McGetchin è stato Robert Wagner, specialista di elaborazione delle immagini di Intuitive Machines, mentre confrontava mappe lunari nell’ottobre del 2025. Il sistema di ripresa LROC permette di combinare centinaia di immagini precedenti e successive, evidenziando le differenze. Ombre e illuminazione possono produrre falsi segnali, perciò i risultati vengono esaminati manualmente. In questo caso, il materiale espulso dall’impatto disegnava una struttura estesa su centinaia di pixel, poi osservata più da vicino con la camera ad angolo stretto.
Dopo l’identificazione, i ricercatori hanno analizzato l’area con Diviner, lo strumento termico a bordo della sonda. Una regione larga circa 6,4 chilometri attorno al cratere risulta di notte più fredda di circa 9 °C rispetto al terreno vicino. Questa anomalia è al centro di un secondo articolo pubblicato su Science Advances e mostra che gli effetti della collisione si estendono molto oltre i bordi della cavità.
Secondo l’interpretazione dei ricercatori, l’impatto ha rimescolato e reso meno compatta la regolite, lo strato di frammenti e polvere che ricopre la superficie lunare. Il materiale così modificato avrebbe una minore inerzia termica, cioè una minore capacità di conservare il calore dopo il tramonto. Le differenze nella densità e nella consistenza del suolo potrebbero influenzare anche il movimento delle ruote dei rover lunari, collegando le misure dall’orbita alle condizioni che i veicoli incontreranno sul terreno.
Aggiungi Tom's Hardware alle tue fonti preferite su Google