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Neonati sepolti, la difesa di Chiara 'va assolta perché incapace'
Chiara Petrolini non è imputabile
per incapacità di intendere e volere al momento dei fatti e per
questo va assolta. Lo ribadisce, come sostenuto nel processo di
primo grado, la difesa della studentessa di Traversetolo,
impugnando la sentenza di primo grado della Corte di assise di
Parma che ha condannato la ragazza a 24 anni e tre mesi per il
caso dei due figli neonati, sepolti nel giardino di casa.
Depositando l'atto d'appello, l'avvocato Nicola Tria e il
nuovo difensore, Guglielmo Gulotta, chiedono di rinnovare
l'istruttoria dibattimentale, con l'acquisizione di un
supplemento di consulenza neuropsicologica ed eventualmente di
disporre un'eventuale nuova perizia psichiatrica: quella in
Corte di assise aveva concluso per la piena capacità
dell'imputata.
La nuova consulenza di parte si avvale anche del contributo
del professor Giuseppe Sartori, oltre a quella di Pietro
Pietrini e Alessandra Bramante. Per i consulenti "le operazioni
mentali di Chiara Petrolini, risultano gravemente deficitarie e
suscettibili di ulteriore collasso nella condizione
eccezionalmente stressante del parto". La difesa, poi, nel caso
in cui non si ritenga sussistente un vizio totale di mente,
previa riqualificazione giuridica del fatto contestato nella
diversa fattispecie di omicidio colposo oppure infanticidio,
chiede una riduzione di pena.
La Procura di Parma ha fatto invece appello contro
l'assoluzione della ragazza per l'omicidio del primo figlio. La
giovane di Traversetolo era stata infatti condannata per aver
assassinato, con premeditazione, il secondogenito, mentre, per i
giudici di primo grado, mancano le prove che il primo fosse nato
vivo. I pm hanno insistito anche nel chiedere il riconoscimento
della soppressione di cadavere per entrambi: la sentenza aveva
riqualificato il secondo episodio nel meno grave occultamento.
Neonati sepolti, la difesa di Chiara 'va assolta perché incapace'
PARMA,
17 settembre 2026, 19:47
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