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Northrop Grumman RQ-4B Global Hawk: il Giappone ne perde 1 su 3
Il collegamento con il sistema di comunicazione ha iniziato a funzionare in modo anomalo alle 12:55, tre minuti prima che un RQ-4B Global Hawk giapponese scomparisse dai radar sul Mar del Giappone. Il drone era decollato dalla base aerea di Misawa intorno alle 10:20 del 15 settembre 2026, per poi precipitare circa 50 chilometri a nord della costa della prefettura di Tottori. La Japan Air Self-Defense Force ha confermato ufficialmente la perdita del velivolo dopo averne identificato il materiale rinvenuto in mare.
Le ricerche avviate dopo la scomparsa della traccia hanno coinvolto due F-15J, un U-125A, due UH-60J e un KC-46A, oltre alla fregata Agano e alla motocannoniera Hayabusa. Elicotteri, aerei e unità navali hanno individuato materiale galleggiante; alle 19:50 la JASDF ha stabilito che apparteneva al Global Hawk. L'identificazione ha fornito la conferma definitiva dello schianto comunicata nel terzo bollettino ufficiale.
Il velivolo era uno dei soli tre RQ-4B in servizio con il Giappone, tutti dislocati a Misawa. Il terzo esemplare della flotta era arrivato nel giugno 2023, completando una dotazione rimasta numericamente molto limitata. Il valore stimato per ciascun drone è di circa 17 miliardi di yen, equivalenti a 110 milioni di dollari.
La scheda tecnica ufficiale della JASDF permette di inquadrare la scala della piattaforma: il velivolo misura 39,9 metri di apertura alare, 14,5 metri di lunghezza e 4,7 metri di altezza. L'autonomia dichiarata è di circa 36 ore; può inoltre operare fino a circa 60.000 piedi di quota e raggiungere una velocità massima di circa 310 nodi.
L'RQ-4B appartiene alla categoria HALE ed è destinato a missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione su grandi distanze. Northrop Grumman è il principale produttore del Global Hawk, mentre gli esemplari giapponesi adottano la configurazione Block 30. Quota e autonomia definiscono il profilo di una piattaforma progettata per mantenere a lungo la sorveglianza su aree estese.
Al momento dell'incidente, la JASDF ha precisato che il drone non stava svolgendo una missione di addestramento. La natura dell'attività operativa in corso non è stata specificata e il bollettino non fornisce altri elementi sul compito assegnato al velivolo prima dell'anomalia al sistema di comunicazione.
Non risultano feriti né danni esterni collegati alla caduta del drone. La causa rimane sotto indagine e la JASDF non ha ancora fornito una spiegazione tecnica dell'incidente. Gli accertamenti dovranno chiarire il rapporto tra il problema al collegamento, la successiva perdita della traccia radar e lo schianto in mare.
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