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Usare macOS senza Mac? Questo progetto Linux ha un nome simpatico e ci va più vicino di quanto pensi
Se avete sempre invidiato l'interfaccia di macOS, ma non volete (o non potete) comprare un Mac, esiste un progetto Linux che permette di risolvere questo problema. Si chiama pearOS e negli ultimi mesi ha ricevuto una serie di aggiornamenti piuttosto sostanziosi, che lo hanno fatto diventare molto più maturo e usabile. La base è Arch Linux, l'ambiente grafico è KDE Plasma, ma c'è una forte personalizzazione estetica che lo rende molto simile al sistema operativo di Apple, in modo da riprodurre l'esperienza visiva e comportamentale di macOS su qualsiasi hardware.
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Attenzione, però, perché non si tratta di una copia del sistema Apple, ma di un tentativo di ricreare abitudini familiari agli utenti Mac. La differenza è importante a livello funzionale, e lo diventa ancora di più quando si guardano i problemi ancora aperti nel repository ufficiale del progetto.
Dando un'occhiata all'interfaccia, il lavoro fatto è straordinario: pearOS ha introdotto una Dynamic Island integrata nella barra superiore dello schermo, una dock con effetto zoom identico a quella di macOS, un menu globale e opzioni dedicate alla personalizzazione del notch.
Le cartelle adottano il colore dell'accento scelto dall'utente, c'è un nuovo schermo di blocco e persino un suono di avvio. Anche la gestione delle finestre segue la stessa direzione: bordi arrotondati, colorazione dinamica durante lo spostamento e un sistema di tiling ispirato a macOS.
C'è poi un dettaglio che i fan di Apple apprezzeranno: il pulsante di chiusura delle finestre, in determinate condizioni, nasconde l'applicazione invece di terminarla, esattamente come funziona su Mac. Non è un dettaglio banale, perché è uno di quei comportamenti che chi arriva da macOS spesso sente mancare su qualsiasi altro sistema.
Per quanto riguarda le app, la nuova versione di pearOS ha riscritto le impostazioni di sistema in C++ con Qt6, abbandonando il vecchio componente basato su Electron. Sono arrivati anche un browser proprietario chiamato Pafari (impossibile non notare il richiamo al browser di Apple), una nuova app di benvenuto e ulteriori impostazioni dedicate al desktop.
La novità tecnologica più rilevante, però, è il passaggio da X11 a Wayland, avvenuto già lo scorso febbraio. Chi conosce Linux sa che si tratta di un cambiamento profondo, che riguarda il modo in cui il sistema gestisce la grafica a basso livello. Il progetto ha continuato a correggere problemi legati a quest'importante passaggio, anche se nel repository ufficiale compaiono ancora diverse segnalazioni di crash e criticità.
Le note di rilascio segnalano anche problemi con alcune schede Wi-Fi, con il supporto al filesystem BTRFS durante l'installazione e con l'input da tastiera nella calcolatrice. Alcune finestre presentano inoltre un'area di trascinamento ridotta: piccoli fastidi, ma fastidi reali per chi vuole usarlo come sistema principale.
Il progetto pearOS è comunque molto interessante per chi vuole una distro desktop Linux con un'estetica curata e riferimenti chiari a macOS, ma non è ancora pronto per chi cerca stabilità assoluta. La natura rolling release di Arch Linux garantisce aggiornamenti continui, ma anche una certa dose d'imprevedibilità.