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Password sicure, ma deepfake e truffe AI mettono in difficoltà gli italiani
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Il 97% dei partecipanti italiani sa riconoscere una password sicura, ma solo il 25% individua correttamente i segnali di un deepfake. Il National Privacy Test 2026 fotografa il passaggio dalle vecchie regole di sicurezza alle nuove minacce basate su AI e furto dei dati.
Gli italiani sembrano avere imparato alcune delle regole fondamentali della sicurezza online: password robuste, aggiornamenti delle applicazioni e maggiore attenzione a ciò che viene pubblicato sui social. Le difficoltà aumentano però quando entrano in gioco minacce più recenti, come deepfake, truffe costruite con l’intelligenza artificiale e malware capaci di rubare credenziali e cookie dal browser.
È quanto emerge dall’edizione 2026 del National Privacy Test di NordVPN. Tra i partecipanti italiani, il 97% ha risposto correttamente alla domanda sulla creazione di una password sicura e il 75% conosce l’importanza degli aggiornamenti delle applicazioni.
Quando il test affronta rischi più nuovi, però, le percentuali scendono rapidamente: solo il 25% individua correttamente gli indicatori utilizzati per riconoscere un deepfake e il 43% riesce a identificare le caratteristiche di una truffa basata sull’intelligenza artificiale.
Il dato più interessante è proprio questo: molte regole ripetute per anni sono ormai entrate nelle abitudini degli utenti, mentre le tecniche utilizzate per truffe e furti di dati stanno cambiando più rapidamente delle conoscenze necessarie per riconoscerle.
Il National Privacy Test è un test online aperto a chiunque voglia partecipare e misura le conoscenze relative a privacy e sicurezza informatica.
Nel 2026 hanno risposto complessivamente 23.181 persone provenienti da 167 Paesi, affrontando 24 domande sulle abitudini digitali quotidiane, sulla privacy e sui rischi della rete.
Questo aspetto è importante per leggere correttamente i risultati: non si tratta di un’indagine costruita su un campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana. Le percentuali indicano quindi come hanno risposto i partecipanti italiani al test e non permettono di affermare, per esempio, che il 97% dell’intera popolazione italiana sappia creare una password sicura.
NordVPN segnala inoltre che diverse domande dell’edizione 2026 sono state sostituite o aggiornate per includere argomenti come AI, deepfake, truffe tramite codici QR e rischi delle stazioni di ricarica USB pubbliche. Per questa ragione i risultati complessivi del 2026 non possono essere confrontati direttamente con quelli degli anni precedenti.