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Ternus traccia il confine dell’AI di Apple: Siri non deve sostituire le persone
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Siri potrà diventare molto più intelligente e capace, ma non dovrà diventare vostra amica. John Ternus mette un confine ben definito al ruolo che l’intelligenza artificiale deve avere nei prodotti Apple: deve aiutare le persone, non sostituirsi alle relazioni umane.
Il nuovo CEO di Apple ne ha parlato in una lunga intervista a Clique, affrontando il rapporto tra AI, prodotti, privacy e il modo in cui sistemi sempre più capaci di conversare rischiano di entrare anche nella sfera personale ed emotiva degli utenti.
La posizione più interessante riguarda proprio Siri. Ternus spiega che Siri AI non è progettata per diventare una “persona” con cui confidarsi o interagire: deve rimanere un assistente e dovrebbe persino «resistere» ai tentativi di trasformare l’interazione con l’intelligenza artificiale in una relazione personale.
Non è la prima volta che Apple traccia questo confine. Pochi mesi fa Craig Federighi aveva espresso una posizione altrettanto netta spiegando che Siri deve essere uno strumento e non un compagno virtuale, escludendo esplicitamente l’idea di trasformarla in un fidanzato o una fidanzata digitale.
Il tema sta diventando sempre più rilevante con la diffusione di chatbot capaci di sostenere conversazioni molto naturali. Esistono già utenti che utilizzano l’intelligenza artificiale come confidente, consulente o partner e le relazioni emotive costruite con i chatbot sono ormai un fenomeno concreto.
Su questo Ternus è molto chiaro: le relazioni umane non devono essere sostituite dall’intelligenza artificiale. Sono il modo attraverso il quale impariamo, cresciamo e troviamo felicità. Il ruolo dell’AI dovrebbe essere invece quello di aiutare le persone a sviluppare idee, essere più creative e più produttive.
La posizione di Ternus si allarga poi all’intera strategia Apple sull’intelligenza artificiale. Quando gli viene chiesto della corsa che sta coinvolgendo praticamente tutte le grandi aziende tecnologiche, il CEO sostiene che spesso si commette un errore di fondo: si confonde la tecnologia con il prodotto.
Apple continuerà a sviluppare e utilizzare tecnologie di intelligenza artificiale, ma queste devono servire per costruire funzioni ed esperienze utili. È la stessa impostazione alla base della nuova generazione di Apple Intelligence costruita attorno alla persona e integrata direttamente nel sistema operativo, invece di essere confinata in un chatbot separato.
Se il lavoro viene fatto bene, sostiene Ternus, chi usa un iPhone, un Mac o un iPad non dovrebbe nemmeno chiedersi se dietro una determinata funzione ci sia l’intelligenza artificiale. Dovrebbe semplicemente trovare quella funzione utile, intuitiva e naturale.