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Recensione 8BitDo FlipPad: il Game Boy tascabile per il tuo smartphone
Il retrogaming su smartphone ha un problema che nessuna app riesce davvero a risolvere: i controlli touch. Per quanto ben progettati, restano un compromesso rispetto ai tasti fisici, soprattutto per chi è cresciuto con un pad in mano. 8BitDo, marchio che di controller retrò se ne intende, prova a colmare questo vuoto con il FlipPad, un piccolo gamepad che si collega direttamente alla porta USB-C del telefono, con un meccanismo a cerniera che si apre o si chiude per adattarsi allo spessore dello smartphone in uso. Lo abbiamo provato per capire quanto sia realmente utile nell'uso quotidiano, e per chi ha senso acquistarlo.
La dotazione del FlipPad è ridotta all'osso, coerente con la natura del prodotto: nella confezione si trovano solo il controller e il manuale di istruzioni. Nessun cavo aggiuntivo, nessuna custodia da trasporto, nessun accessorio di alcun tipo. Del resto non ce n'è bisogno: il FlipPad si collega direttamente alla porta USB-C dello smartphone, senza cavi intermedi, e le dimensioni compatte gli permettono di stare comodamente in una tasca senza bisogno di protezioni particolari.
Il FlipPad ha un'estetica che richiama in modo esplicito i primi Game Boy: forma compatta e squadrata con angoli arrotondati, colorazione grigio chiaro, croce direzionale nera e i quattro tasti X Y A B in un bordeaux acceso che spicca sul resto del corpo.
Non è un caso isolato nel mondo dei controller retrò, ma qui il richiamo è particolarmente riuscito, complice anche la scelta dei materiali che trasmettono solidità nonostante le dimensioni ridotte.
Sul pannello frontale, oltre alla croce direzionale e ai quattro tasti principali, si trovano i dorsali L1, L2, R1, R2, più due pulsanti aggiuntivi ai lati della croce, uno a forma di stella e uno a scacchiera, dedicati a funzioni di sistema. I tasti Select e Start hanno una gomma morbida, quasi ammortizzata al tatto, che richiama ancora una volta il linguaggio dei portatili Nintendo di prima generazione.
Nella parte inferiore si trova il meccanismo a cerniera, l'elemento che distingue il FlipPad da un comune controller USB-C: un braccio snodato che si apre o si chiude per adattarsi allo spessore dello smartphone a cui viene collegato, con un connettore USB-C che si aggancia direttamente alla porta di ricarica del telefono.
Il funzionamento del FlipPad è quanto di più semplice si possa immaginare.
Il controller non ha batteria integrata: si alimenta direttamente dalla porta USB-C dello smartphone a cui viene collegato, senza bisogno di ricariche separate o accoppiamenti Bluetooth.
Il collegamento, almeno nel test condotto su Android, è istantaneo: basta inserire il connettore nella porta USB-C del telefono e il controller viene riconosciuto in automatico dai giochi compatibili, senza configurazioni o passaggi aggiuntivi da parte dell'utente.
Il meccanismo a cerniera nella parte inferiore permette di regolare l'apertura del braccio in base allo spessore dello smartphone: una volta agganciato, il FlipPad resta saldamente in posizione, con la parte superiore del controller che si appoggia alla schiena del telefono grazie a un pad con una discreta presa. C'è comunque un margine di movimento laterale, più o meno percepibile a seconda che si usi o meno una cover, di cui parleremo nel dettaglio nel paragrafo dedicato al test pratico.