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Grok costa poco e fa molto, ma Claude e GPT-6 restano un passo avanti
SpaceXAI ha lanciato Grok 4.7 il 21 settembre 2026, presentandolo come il modello più capace finora per programmazione e lavoro di conoscenza. Il prezzo resta quello del predecessore Grok 4.6: 2 dollari per milione di token in ingresso, 6 in uscita, una tariffa vicina a quella dei modelli cinesi più che a quella dei rivali occidentali di punta. Sull'Artificial Analysis Intelligence Index, che aggrega dieci confronti indipendenti, il nuovo modello segna 46 punti: ben dietro ai 53 di Claude Fable 5.1 e di GPT-6, che restano in testa alla classifica.
Il divario si allarga sui compiti agentici più lunghi. Su Terminal-Bench 4.0, il test che misura l'uso autonomo del terminale su attività di più ore, Grok 4.7 si ferma al 26 percento, contro il 60 di GPT-6 Astra e il 55 di Claude Fable 5.1. Anche DeepSeek V4.1 Flash, un modello ancora più economico, lo supera con il 27 percento.
Sullo stesso Terminal-Bench 4.0, però, girano altri due numeri con la stessa etichetta. Nell'annuncio ufficiale, SpaceXAI dichiara 38 punti percentuali per la variante xHigh, misurati con una tabella auto-riportata che confronta Grok 4.7 solo con la propria generazione precedente e con GPT-5.6 Sol, non con GPT-6 Astra.
Artificial Analysis, nel proprio Coding Agent Index basato sull'harness proprietario Grok Build, misura invece 33 punti, in crescita dal 18% di Grok 4.6. Il 26% resta il numero giusto per confrontare Grok 4.7 con GPT-6 e Claude Fable 5.1: è l'unico ottenuto con lo stesso harness standardizzato applicato a tutti e tre i modelli, mentre gli altri due usano metodologie diverse fra loro e non sono comparabili con quello.
Il paragone utile è con Grok 4.6, lanciato il 13 agosto 2026 allo stesso identico prezzo: allora il modello pareggiava i 61 punti di GPT-5.6 Sol sull'Intelligence Index, offrendo prestazioni equivalenti a un quinto del costo. Con Grok 4.7 lo sconto resta identico, il pareggio invece è sparito: è la prima volta in tre generazioni che il prezzo fermo non basta più a tenere il passo dei leader.
Il prezzo aggressivo, del resto, è la leva commerciale che SpaceXAI usa fin da Grok 4.3, quando la tariffa era di 1,25 e 2,50 dollari per milione di token e il modello si distingueva soprattutto per funzioni come la clonazione vocale, non per il punteggio nei confronti diretti. Il modello è disponibile da subito su Grok API, Cursor e Grok Build, gli stessi canali di distribuzione già usati per la generazione precedente.
Anche altri fornitori giocano la stessa carta: altri modelli intermedi sfiorano i risultati dei modelli di punta a una frazione del prezzo, e la domanda che conta resta sempre la stessa: se un modello più economico fa guadagnare di più di uno costoso, o se il risparmio si perde nel tempo speso a correggere risultati peggiori. Sulla sostenibilità della strategia nel lungo periodo restano dubbi anche fuori da SpaceXAI: Yann LeCun, tra i critici più netti della strategia complessiva di xAI, ha già messo in discussione la tenuta finanziaria di un modello che compete soprattutto sul costo per token invece che sulla capacità.
Chi sceglie Grok 4.7 oggi compra un modello economico, non il più capace: la scelta ha senso per attività brevi o ad alto volume, dove il costo per token pesa più del punteggio assoluto, molto meno per compiti agentici lunghi dove il divario con Claude Fable 5.1 e GPT-6 Astra si misura in decine di punti percentuali, non in centesimi di dollaro risparmiati.
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