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Recensione MSI Maestro 500 Wireless: comode, versatili e con tanta autonomia
Con le Maestro 500 Wireless, MSI porta per la prima volta nella sua linea di headset da gioco un pacchetto che fino a poco tempo fa apparteneva alle cuffie lifestyle: cancellazione attiva del rumore, connettività su tre modalità e un'autonomia dichiarata fino a 90 ore. È un cambio di rotta netto rispetto alla precedente Maestro 300, modello esclusivamente cablato e privo di elettronica di elaborazione, e racconta bene l'intenzione dell'azienda di costruire una cuffia che non resti confinata alla scrivania. Il listino di 69,99 euro colloca il prodotto in una fascia dove l'ANC su un headset gaming non è ancora la norma, e questo è il primo elemento che le rende interessanti. Resta da capire come si comportano insieme funzioni che nascono da esigenze diverse: scopriamo com'è andata.
Le Maestro 500 Wireless fanno bene la cosa più difficile per un prodotto di questa fascia: essere una cuffia sola per contesti diversi. La modalità a 2,4 GHz tramite dongle USB‑C offre una latenza dichiarata sotto i 30 ms ed è quella da usare per giocare, il Bluetooth 5.4 copre smartphone e notebook, il jack da 3,5 mm garantisce il collegamento ai controller Xbox e a qualsiasi sorgente analogica. L'autonomia è il punto di forza più concreto, perché con una batteria da 1000 mAh la ricarica diventa un pensiero settimanale e non quotidiano.
Tra i limiti, le due modalità wireless non funzionano in parallelo, quindi non esiste una gestione multipoint vera: per passare dal PC al telefono serve cambiare modalità. Inoltre, la porta USB‑C serve solo alla ricarica e non trasporta audio. Chi cerca un headset da usare in tre contesti diversi senza spendere oltre i 70 euro trova qui una proposta coerente.
Le cuffie misurano 187,8 × 197,6 × 79,3 mm e pesano 280 g, dongle compreso. I padiglioni sono chiusi, pieghevoli verso l'interno, con cuscinetti in rete traspirante e imbottiti in memory foam. Non c'è illuminazione RGB, scelta coerente con una cuffia pensata anche per l'esterno. I comandi sono fisici e comprendono una rotella multifunzione che gestisce volume e accensione più tasti dedicati ad ANC e Trasparenza. In confezione trovano posto il cavo audio da 3,5 mm, il cavo di ricarica USB e una custodia morbida, con varianti Black, Navy e Ivory.
L'headset monta due driver dinamici da 40 mm con risposta da 20 Hz a 40.000 Hz, impedenza di 36 Ω con tolleranza del 15% e sensibilità di 110 dB ± 3 dB a 1 kHz. Rispetto alle precedenti Maestro 300, l'impedenza è più alta e la sensibilità più bassa, una scelta coerente con la presenza di un amplificatore interno e di circuiti di cancellazione del rumore, che beneficiano di un driver meno spinto in termini di efficienza.
La sezione di elaborazione comprende ANC, Modalità Trasparenza e un sistema microfonico ad array di 6 elementi con pickup omnidirezionale, beamforming e cancellazione del rumore ambientale. Il microfono principale è retrattile e si nasconde nel padiglione quando non serve, soluzione pratica per chi alterna sessioni di gioco a uso in strada. Su PC si aggiunge il software Nahimic for Headset, che fornisce surround virtuale 7.1, 3D Sound e la funzione Sound Tracker, cioè la visualizzazione a schermo della direzione delle sorgenti sonore.
Passando alla connettività, il dongle USB‑C opera sui 2,4 GHz con latenza dichiarata inferiore a 30 ms e copre PC, Mac e PlayStation 5; il Bluetooth 5.4 gestisce Android, iOS, tablet e notebook (se non si vuole usare il dongle); il cavo da 3,5 mm trasporta solo il segnale audio e permette di usare le cuffie anche con Xbox (tramite il jack presente sul pad) e Nintendo Switch, ma anche in aereo, collegandolo direttamente al sistema di infotainment. La porta USB‑C sulla cuffia è dedicata esclusivamente alla ricarica, un dettaglio da tenere presente per chi è abituato all'audio digitale via USB.
In dongle USB-C ha un apposito alloggiamento nelle cuffie, quindi è facilissimo averlo sempre con sé e non si corre il riscio di perderlo.
La batteria da 1000 mAh dichiara fino a 9