// TOM'S HARDWARE ITALIA — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L'AI può aiutare ad avere idee, ma poi ti viene il dubbio che siano davvero idee tue
Due esperimenti del Teamwork Lab di Atlassian, uno su 797 lavoratori e uno su 12 HR business partner dell'azienda, hanno misurato che cosa succede quando l'intelligenza artificiale apre la sessione di brainstorming invece di chiuderla. Nel primo test chi ha usato l'AI fin dal primo turno ha generato fino al 43% di idee in più rispetto a chi lavorava senza, e nel secondo la stessa sequenza ha prodotto liste il 36% più complete e con il 45% di argomenti in più a metà sessione. Il vantaggio si è però dissolto appena i due gruppi hanno rifinito il lavoro con l'AI nella seconda metà del tempo a disposizione, come racconta lo studio pubblicato dal laboratorio di ricerca interno dell'azienda del software per i team.
Il costo si vede nei numeri sul coinvolgimento, più netti di quelli sulla velocità: tra gli HR business partner, tutti e dodici quelli che hanno risposto al sondaggio finale hanno detto di sentirsi più coinvolti nel risultato quando la sessione partiva da soli, nove su dodici l'hanno definita più soddisfacente, e otto su dodici l'hanno giudicata anche più creativa. Nell'esperimento più ampio la stessa gerarchia emerge sull'originalità: chi ha rivisto la lista di un collega prima di proseguire da solo ha ottenuto punteggi del 18% più alti di chi lavorava in isolamento e dell'11% più alti di chi usava direttamente l'AI, un risultato che tiene in piedi lo spunto operativo di chi guida i team: far lavorare le persone prima, e affidare all'AI il compito di ampliare, verificare e rifinire quello che hanno già scritto.
Lo stesso compromesso emerge da un'altra ricerca, condotta da Harvard, MIT e Wharton con Boston Consulting Group su 758 consulenti alle prese con compiti di innovazione di prodotto. Chi usava GPT-4 per il brainstorming ha migliorato le proprie prestazioni nel 90% dei casi, in un esperimento del 2023, ma l'uso di output standardizzati dello stesso modello ha ridotto la diversità di pensiero del gruppo del 41%. Il guadagno individuale e la perdita collettiva arrivano insieme, nello stesso esperimento.
Un'analisi separata su idee di nuovo prodotto generate da modelli linguistici mostra lo stesso schema da un'altra angolazione: le idee dell'AI hanno sette volte più probabilità di rientrare nel 10% più alto per qualità, ma l'insieme perde diversità quando tante persone attingono allo stesso modello per lo stesso compito. Un pezzo di marzo aveva già raccontato il lato opposto dello stesso meccanismo, quando l'AI stimola la creatività invece di appiattirla. Una parte dei compiti che oggi chiamiamo creativi è già stata segnalata fra quelli più esposti all'automazione, proprio quando si riducono a produrre variazioni su un tema dato.
Nell'esperimento di Atlassian il turno più originale è arrivato da chi aveva prima letto la lista imperfetta di un collega, un punto di partenza che nessun modello condiviso può offrire allo stesso modo a tutti. Il costo si vede meglio nei numeri sul coinvolgimento degli HR business partner che in quelli sulla velocità: chi ha lavorato da solo nella prima metà della sessione si è sentito più coinvolto nel risultato finale, anche dopo che l'AI aveva rifinito il lavoro di entrambi i gruppi. Il senso di possesso su un'idea nasce quando la si genera, prima ancora di quando la si approva o la si corregge; un'idea che non ci è mai passata per la testa, anche se il foglio la mostra con il nostro nome sopra, resta un'idea di qualcun altro.
La domanda su chi sia davvero l'autore di un testo scritto con l'aiuto dell'AI non è nuova: un pezzo precedente l'aveva già posta a proposito della scrittura, e i dati di Atlassian mostrano che la stessa domanda vale altrettanto per un'idea di business e per un articolo. Il meccanismo di fondo è lo stesso descritto a proposito dell'uso quotidiano degli assistenti AI: delegare il primo passo di un compito cognitivo riduce lo sforzo speso a generarlo da soli, ed è proprio quello sforzo a produrre il senso di possesso sul risultato.
Il consiglio pratico che ne se