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YMTC batte Micron in tribunale: la Germania rischia di restare senza memoria?
Il Tribunale regionale di Monaco I ha stabilito che Micron ha violato due titoli di proprietà industriale tedeschi della cinese YMTC, concedendo al produttore di Wuhan due inibitorie sulla vendita dei prodotti ritenuti in violazione sul territorio tedesco. I titoli in questione sono i cosiddetti Gebrauchsmuster, ossia modelli di utilità: registrazioni non esaminate nel merito, valide dieci anni, che in Germania possono comunque sostenere un'azione inibitoria. Si tratta della prima vittoria sostanziale di YMTC da quando la disputa con l'azienda americana è degenerata, nel novembre 2023, in un contenzioso globale sulle memorie flash.
I due titoli riguardano il cuore tecnologico della 3D NAND: uno copre la struttura "a scala" che collega gli strati impilati di celle ai circuiti periferici, l'altro gli strati barriera che proteggono i contatti delle word line nello stack verticale. YMTC aveva depositato cinque cause a Monaco alla fine del 2025, basate su quattro modelli di utilità e un brevetto europeo; tre procedimenti sono stati rinviati e il brevetto EP3931868 non rientra nelle decisioni. Micron ha dichiarato di non condividere il verdetto, ha già presentato appello e contesta la validità dei titoli in più giurisdizioni.
Le pronunce sono di primo grado e possono essere sospese dalla Corte d'appello di Monaco, però in Germania l'esecuzione può partire prima, previa cauzione. Secondo le ricostruzioni di settore, l'applicazione delle misure limiterebbe le forniture Micron in Germania con ricadute soprattutto su automotive e controllo industriale, due comparti in cui la sostituzione di un componente già qualificato richiede mesi di validazione.
Il tempismo è il punto critico. Il mercato è nel pieno di un superciclo: TrendForce ha rilevato contratti DRAM in crescita del 90-95% nel primo trimestre 2026 e di un ulteriore 58-63% nel secondo, con la NAND a +70-75%, mentre la nuova capacità produttiva è attesa solo fra fine 2027 e 2028. In pratica, togliere volumi a un mercato già in razionamento significa spingere gli acquirenti verso fornitori che hanno la produzione impegnata.
L'impatto sui prezzi dei moduli DDR5, però, non è automatico: le inibitorie colpiscono la NAND, non la DRAM, e hanno effetto nazionale, non europeo. Il rischio vero è un'estensione della strategia ad altri fori, Tribunale unificato dei brevetti incluso, che trasformerebbe una controversia tecnica in leva negoziale sull'intera filiera. Nelle prossime settimane peseranno la decisione sulla sospensiva e le tre cause ancora pendenti a Monaco.
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