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Jony Ive usa Codex di OpenAI per far volare 6.000 libellule su Milano
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Jony Ive ha utilizzato Codex di OpenAI per progettare uno degli effetti più spettacolari di Vogue World 2026 a Milano: oltre 6.000 oggetti di carta fatti scendere dalla cupola della Galleria Vittorio Emanuele II. L’intelligenza artificiale, in questo caso, non ha sostituito il lavoro manuale: è servita per simulare lo spazio, studiare dimensioni e densità della “nuvola” e capire in anticipo come le forme avrebbero occupato la Galleria.
Il progetto è stato realizzato da LoveFrom, lo studio creativo fondato dall’ex responsabile del design di Apple, per il finale di Vogue World 2026: Milano, andato in scena il 22 settembre.
Al termine dello spettacolo, dalla parte superiore della Galleria Vittorio Emanuele II sono stati liberati oltre 6.000 oggetti di carta, chiamati dal team LoveFrom libellula.
Le forme prendono spunto dalle libellule, dai semi dell’acero, dal pizzo milanese e dai mosaici veneziani. Ogni elemento è stato piegato a mano partendo da un singolo foglio di carta, senza utilizzare colla.
L’obiettivo non era ottenere semplici coriandoli destinati a precipitare verso il pavimento. LoveFrom ha lavorato sulla forma e sulla distribuzione del peso per creare oggetti capaci di muoversi durante la discesa e dare l’impressione di attraversare lo spazio.
Secondo quanto racconta Vogue Italia, LoveFrom ha realizzato diversi prototipi e ha utilizzato il sistema di ingegneria software di OpenAI per costruire una simulazione della Galleria Vittorio Emanuele II.
Il team poteva così modificare virtualmente dimensioni, quantità e densità degli oggetti e osservare come sarebbe apparsa la composizione nello spazio prima di realizzarla fisicamente.
È un utilizzo di Codex interessante proprio perché distante dal più comune impiego legato alla scrittura di codice. Il software diventa in questo caso uno strumento all’interno del processo di progettazione: il codice serve a costruire il modello con cui verificare un’idea che dovrà poi funzionare nel mondo reale.
La simulazione non ha però eliminato la necessità delle prove fisiche. LoveFrom ha successivamente effettuato test di caduta all’interno di un hangar per aerei e infine nella stessa Galleria, verificando il comportamento aerodinamico degli oggetti.