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A Milano arriva l'auto che viene a prenderti da sola
Il Comune di Milano e Niulinx, società nata dal Politecnico che sviluppa software di guida autonoma di Livello 4, hanno firmato nei giorni scorsi un protocollo d'intesa per portare una flotta di robotaxi nel capoluogo lombardo. L'accordo dura tre anni, è rinnovabile e prevede un percorso diviso in fasi successive che arriva, una volta ottenuta l'omologazione dei veicoli, all'ingresso a regime delle flotte senza conducente. La prima fase sarà riservata in via prioritaria alle categorie più fragili, quindi anziani, persone con disabilità e minori, senza operatore di sicurezza a bordo.
Sulle strade milanesi opereranno Fiat 500e dotate di sensori, attuatori ridondanti e unità di calcolo ad alte prestazioni, con velocità massima di 30 km/h e soltanto all'interno di aree definite dal Comune insieme a polizia locale, ATM, operatori del trasporto pubblico e autorità competenti. Il servizio partirà in modalità ibrida: la vettura raggiunge da sola il cliente, che poi guida fino a destinazione, mentre il rientro alla base o verso l'utente successivo avviene di nuovo in autonomia. Seguiranno il trasporto su chiamata, i collegamenti con il trasporto pubblico e le navette verso poli sanitari, scolastici e culturali. Niulinx conduce già sperimentazioni autorizzate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a Brescia e a Cernusco sul Naviglio, e proprio a Brescia punta alle prime operazioni commerciali; il modello Robo-Sharing, spiega il presidente Gian Marco Felice, è progettato per essere integrato in contesti urbani reali in piena sicurezza.
Il confronto internazionale aiuta a capire la prudenza dell'approccio milanese. Waymo opera negli Stati Uniti in 14 città con oltre 4.000 veicoli, circa 500.000 corse a pagamento a settimana e l'obiettivo di un milione entro fine 2026, sostenuto da un round da 16 miliardi di dollari su una valutazione di 126 miliardi. In Cina Apollo Go di Baidu ha superato i 22 milioni di corse cumulate ad aprile 2026, con 3,2 milioni di viaggi completamente senza conducente nel solo primo trimestre.
In Europa il banco di prova è Londra: Wayve con Uber trasporta già clienti paganti con un operatore al volante, Waymo testa su strada da aprile, mentre dal 28 luglio Baidu sperimenta le RT6 nel quartiere di Brent con Uber e Lyft. Le corse aperte al pubblico, però, non sono attese prima del 2027 e restano subordinate al nuovo quadro normativo britannico. Monaco di Baviera è l'altra candidata Europea, mentre a Tokyo è previsto un progetto pilota entro fine anno.
I nodi irrisolti sono però numerosi. Waymo ha richiamato circa 3.800 veicoli a maggio, dopo che il 20 aprile un robotaxi aveva percorso una corsia allagata a San Antonio troppo velocemente, e quasi 3.900 a giugno per un difetto software che faceva ignorare i divieti di accesso ai cantieri autostradali, con tredici episodi tra aprile e maggio a Phoenix e San Francisco e la guida autonoma in autostrada sospesa. L'NTSB indaga inoltre su sorpassi illegali di scuolabus fermi in Texas, mentre l'azienda rivendica il 92% di incidenti in meno con lesioni gravi rispetto ai conducenti umani. Tesla ha invece pubblicato i dettagli di 17 incidenti del proprio programma robotaxi tra luglio 2025 e marzo 2026, due dei quali causati dai teleoperatori remoti, e il 3 settembre la NHTSA ha aperto un'istruttoria sull'autocertificazione del Cybercab.
In pratica Milano non vedrà subito auto senza volante: limiti di velocità, aree chiuse e guida condivisa servono a raccogliere dati utili alla pianificazione della mobilità in attesa dell'omologazione europea. Il calendario delle fasi successive dipenderà dalle autorizzazioni ministeriali e dai risultati della prima sperimentazione.
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