// EVERYEYE.IT — GAMING
Chi ha bisogno dei giochi da 90 di Metacritic? I diamanti grezzi hanno reso grande il 2026
Il 2026 ci sta proponendo tanti titoli di valore considerabili “diamanti grezzi”, complici delle criticità che hanno impedito loro di raggiungere numerini da piena eccellenza su Metacritic. Al tempo stesso, è proprio grazie al coraggio e all’atipicità di questi giochi che l’anno in corso si sta dimostrando così speciale. Eccovi tre esempi per dare corpo al discorso, tutti usciti a settembre.
Fondato da ex veterani di CD Projekt RED (qui la nostra anteprima su The Witcher 3 Songs of the Past), il team di Rebel Wolves ha aperto questo settembre videoludico lanciando The Blood of Dawnwalker, la sua ambiziosissima opera prima. E sì, perché confezionare un Action RPG open world dotato di un timer atto a scandire le azioni di Coen – incaricato di salvare la sua famiglia entro un certo tempo – non era affatto facile. Vuoi per i limiti del traversal, per le incertezze prestazionali o per un combat system nel complesso valido ma anche un po’ ripetitivo alla lunga, il prodotto finito non si è rivelato privo di spigoli, ma ha anche stupito la platea col suo carattere. Il conto alla rovescia della missione di salvataggio di Coen ha spinto i giocatori a scegliere con attenzione gli incarichi da portare a termine e le alleanze da stringere, donando una certa dose di unicità a ogni run.
Gli ottimi dialoghi a scelta multipla e la ricca lore di questo mondo di gioco dominato dai vampiri e dal loro plagio dell’iconografia cristiana sono stati solo alcuni degli elementi capaci di calare completamente gli appassionati in questa avventura a tinte dark, che peraltro dovrebbe rivelarsi la prima pietra di una più ampia serie.
Nella nostra recensione di Silent Hill Townfall vi abbiamo detto di aver trovato sottotono gli sviluppi del viaggio del protagonista, che alle volte si sono rivelati più telefonati di quel che speravamo. Eppure questo capitolo resta una sorprendente aggiunta alla saga, e testimonia il grande talento dei ragazzi di Screen Burn. In primo luogo, il team ha sviluppato la tematica portante dell’esperienza in modo magistrale, tramite azioni apparentemente banali, narrazione ambientale e soprattutto quelli che definiamo “enigmi d’autore”. I puzzle sono variegati, spesso basati su dispositivi vintage di varia natura e in alcuni casi pure complessi, caratteristiche queste che li rendono uno degli aspetti più brillanti del titolo.
Sia in scenari da Scozia anni ‘90, sia in ambienti da incubo, Screen Burn ha dato forma a una ricetta ludica basata su esplorazione, stealth e scontri, assemblando con ambizione e coraggio delle fasi di gioco semplicemente da applausi. Tanto per dirne una, il team ha dato vita a uno stalker da brividi e scrupoloso nel dare la caccia al protagonista, in delle sezioni che per livelli di tensione raggiungibili non hanno nulla da invidiare a mostri sacri come Alien Isolation. Tutto questo per dirvi che sì, Townfall è un horror psicologico che lascia il segno.
Al netto del suo indiscutibile talento, Remedy si è trovata a costruire un combat system lontano dalla sua zona di comfort per il suo Control Resonant, e ciò si è visto anche nel gioco finito (ve lo abbiamo spiegato nella recensione di Control Resonant). Dalla varietà un po’ limitata delle combo utilizzabili, fino a un bilanciamento rivedibile del grado di sfida nelle fasi iniziali, anche in questo caso ci troviamo di fronte a una produzione non rifinita in egual misura in ogni sua parte. Eppure, l’indagine allucinata di Dylan Faden in una Manhattan che molto deve alla corrente letteraria del New Weird e a pellicole come Inception è di quelle che non si dimenticano. Ci si ritrova a balzare da un palazzo all’altro, così come a capovolgere strade e superfici percorribili, mentre si esplorano zone divise su base tematica piene di strambe missioni opzionali e piccole chicche paranaturali. Resonant gioca con la percezione multidimensionale dello spazio, il valore catartico della musica (peraltro ha una soundtrack incredibile) le linee temporali e tanto altro.