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Recensione OneOdio Fusion A70 Gen 2, le cuffie da DJ tuttofare
La gamma OneOdio Fusion si rivolge principalmente a chi cerca cuffie over-ear da studio e da DJ, ma pensate anche per l'ascolto quotidiano. La Fusion A70 Gen 2 è l'evoluzione di un modello già diffuso fra chi cerca un doppio jack e un prezzo contenuto, e aggiorna la formula dove la prima generazione mostrava i suoi anni: Bluetooth 6.0 al posto del 5.2, codec LDAC accanto ad AAC e SBC, porta USB-C e una nuova app che prima non esisteva. Il listino resta aggressivo, circa 65 euro ma è possibile risparmiare grazie a coupon e altri sconti. A questa cifra troviamo la certificazione Hi-Res Audio cablata e wireless, 72 ore di autonomia dichiarata e la possibilità di collegarsi direttamente a un mixer.
Le Fusion A70 Gen 2 fanno quello che promette sul piano della versatilità. La stessa cuffia si collega in Bluetooth allo smartphone con LDAC, entra in un mixer tramite il jack da 6,35 mm senza adattatori e continua a funzionare via cavo quando la batteria è esaurita. L'autonomia è il punto più solido: 72 ore dichiarate significano settimane di uso quotidiano fra una ricarica e l'altra, che si completa in circa 2 ore via USB-C. L'app aggiunge equalizzatore, bilanciamento fra i canali, limitatore di volume e una modalità gioco.
Tra i limiti troviamo l'assenza della cancellazione attiva del rumore e della modalità trasparenza: l'isolamento è soltanto passivo, affidato alla costruzione chiusa. Il microfono integrato è adeguato alle chiamate, nulla di più. E il timbro di fabbrica, orientato alle basse frequenze, richiede un passaggio dall'equalizzatore per chi cerca un suono più neutro.
La struttura è quella classica delle cuffie da monitoraggio: padiglioni circumaurali chiusi, archetto pieghevole e coppe ruotabili, così da poter portare un padiglione sull'orecchio durante il cueing e da ridurre l'ingombro nella borsa. La confezione include una custodia, un cavo coiled da 3 metri pensato per l'uso in studio e in console, un secondo cavo audio, un adattatore da 3,5 a 6,35 mm e il cavo USB-C per la ricarica. Chi acquista dal sito ufficiale ha 24 mesi di garanzia sui difetti di prodotto.
Il cuore acustico è formato da due driver dinamici da 40 mm, ciascuno alloggiato in una camera acustica indipendente: è la novità costruttiva più rilevante rispetto alla prima generazione e serve a dare respiro alla scena sonora. La risposta in frequenza dichiarata va da 20 Hz a 40 kHz, l'impedenza è di 32 Ω e la sensibilità è indicata in 112 dB ± 3 dB. Sono valori che rendono la cuffia facile da pilotare: uno smartphone o l'uscita cuffie di un laptop bastano per arrivare a volumi elevati, e questo rende utile il limitatore software presente nell'app.
La connettività cablata è il tratto identitario della serie. Su un padiglione trova posto il jack da 3,5 mm con sistema di blocco a rotazione, che impedisce al cavo di sfilarsi con uno strattone; sull'altro c'è l'ingresso da 6,35 mm, quello che consente di attaccarsi a mixer, amplificatori, interfacce audio o a una chitarra senza adattatori volanti. Gli stessi ingressi abilitano la funzione Shareport, che permette di collegare in cascata una seconda cuffia alla medesima sorgente: utile per ascolti a quattro orecchie, lezioni e revisioni di mix.
Sul fronte wireless troviamo Bluetooth 6.0, portata dichiarata di almeno 10 metri sulla banda fra 2402 e 2480 MHz, supporto multipoint per due dispositivi simultanei e i codec LDAC, AAC e SBC. LDAC è la ragione della certificazione Hi-Res Audio Wireless e trasmette fino a tre volte il bit-rate di un flusso Bluetooth standard, a condizione che anche la sorgente lo supporti. L'alimentazione è affidata a una batteria ai polimeri di litio da 650 mAh, 3,7 V per circa 2,41 Wh, con ricarica a 5 V e 500 mA tramite USB-C.
La parte software è gestita dall'app OneOdio per iOS e Android: equalizzatore con profili predefiniti e curve personalizzate, bilanciamento fra canale sinistro e destro, soglia massima di volume, selezione del codec attivo, gestione del doppio dispositivo, G