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Rombi di tuono e cieli di fuoco: la recensione di Ace Combat 8 Wings of Theve
Ace Combat 8 Wings of Theve convince per realismo, gameplay adrenalinico e comparto tecnico, pur con difficoltà elevata per i neofiti.
Abbiamo terminato il nostro volo con Ace Combat 8 Wings of Theve dopo circa 30 ore, distribuite in 30 missioni in singolo e un po' (poco ahinoi) di multigiocatore online. Il nuovo capitolo della serie Bandai-Namco portava con sé un carico di aspettative notevole, dato che Ace Combat 7 Skies Unknown è andato benissimo ovunque, compresa Nintendo Switch. Un carico che però, ne siamo felici, non ha soffocato il gioco, per la gioia degli aviatori veterani e anche di chi fino ad ora non era ancora decollato: adesso è un buon momento per imparare a volare!
Partiamo perciò proprio dalla base, il gameplay: Ace Combat è una serie nata con l'intento di recapitare anzitutto un'esperienza ludica "arcade" soddisfacente, con elementi simulativi e un occhio di riguardo per una fisica credibile, chiaramente comunque lontana dalle velleità di un "Flight Simulator".
Seguendo la scia del predecessore, Ace Combat 8 offre un feeling esaltante al comando delle cloche digitali sia con la visuale da dentro l'abitacolo, sia con la telecamera esterna, facendoci sentire davvero in grado di domare i moltissimi caccia in dotazione, capaci persino di compiere manovre impossibili tra picchiate folli, stalli controllati con virate antigravità e voli rovesciati che definire "da capogiro" sarebbe un eufemismo. Se siete già dei "Top Gun" non avrete dunque alcun problema. L'impostazione dei controlli per voi è quella definita "per esperti", che prevede un controllo distinto tra le levette analogiche per il rollio e il beccheggio. Nonostante l'anima arcade, la dicitura "per esperti" non è casuale: il rischio di perdere l'orientamento, l'incorrere di stalli nelle virate strette, il congelamento se si vola troppo a lungo dentro certe nuvole e la pressione costante dei missili a ricerca che ci inseguono sono tutte variabili distraenti. Questo senza contare che non tutte le missioni permettono di puntare all'obiettivo basandoci sul solo radar, e molte richiedono il "volo a vista" e dei buoni riflessi per individuare i bersagli da colpire. A proposito dei tipi di task: in Wings ne torna uno amatissimo, che ci vedrà impegnati nella distruzione sistematica di risorse e avversari, accumulando un tot di punti entro un certo limite di tempo. Non mancano altri grandi classici, con una buona distribuzione tra lotte aeree, terrestri, scontri con le megastrutture e missioni di supporto.In modo alquanto paradossale, se si imposta il sistema di volo su "semplificato", eliminando così la necessità di gestire rollio e beccheggio e dovendo solo muovere l'aereo lungo 4 direzioni (alto, basso, destra e sinistra), le missioni che richiedono dogfight contro avversari particolarmente tosti diventano diventano più impegnative. Questo perché le limitazioni legate alla semplificazione dei controlli rendono impossibili molte manovre avanzate, necessarie per star dietro ai piloti NPC più abili, per non parlare del multigiocatore.
Il bilanciamento della difficoltà, quindi, pare non tenere abbastanza in considerazione la possibilità che si stia giocando con lo schema semplificato, ed è un problema soprattutto quando ci si trova a fallire le task a tempo: proprio quelle con il maggior numero di dogfight. Infatti, dal momento che i checkpoint da cui ripartire nelle missioni sono spesso abbastanza distanti tra loro, può essere frustrante per un neofita ripetere più volte la stessa, lunga parte di missione e accorgersi che per superarla più agevolmente, dovrebbe disattivare l'opzione dei controlli che in teoria doveva facilitarlo. Senza contare che, nuovi arrivati o meno, c'è da dire che la curva di difficoltà si impenna notevolmente nelle ultime missioni, forse un po' troppo. Comprare aerei migliori o parti più performanti aiuta, ma i punti necessari sono elargiti con parsimonia. Alla fine dei conti, quindi, forse bisognerebbe rivedere un attimo i modificatori