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Recensione RuneScape Dragonwilds: un survival per chi non ama i survival
Non sono mai stato particolarmente bravo in matematica. Eppure, se durante l'adolescenza la mia professoressa avesse valutato la mia capacità di ottimizzare i cicli di farming nei videogiochi online, anziché l'abilità nelle derivate, probabilmente oggi avrei fatto arrabbiare un po' meno papà.
Detto questo, una parte dei ricordi più belli della mia adolescenza passa proprio dagli MMORPG giocati per ore con gli amici, dopo una bella giornata al mare. Erano giochi che chiedevano tantissimo tempo, ma che riuscivano a trasformare anche le attività più ripetitive in qualcosa di prezioso da condividere.
Ho voluto rivivere un po' quelle sensazioni, con un gioco però diverso e con una compagnia diversa (mia moglie), attraverso il nuovo RuneScape: Dragonwilds, spin-off del popolare MMORPG di venticinque anni fa che ne eredita lo spirito e lo intinge nel genere del videogioco di sopravvivenza. Ve lo raccontiamo oggi, così almeno giustifico le decine e decine di ore passate a tagliare alberi virtuali con la motivazione "è lavoro".
RuneScape: Dragonwilds vorrebbe farvi credere di non essere un survival, ma alla base lo è, specialmente nelle prime ore, dove vi costringe a fare esattamente quello che ci si aspetterebbe da un survival: raccogliere legna, rompere rocce, estrarre minerali, costruire un rifugio e cercare di non morire bevendo acqua sporca e cibo di dubbia provenienza.
Detto ciò, più si va avanti, più diventa evidente che il suo vero obiettivo è portarvi verso quella progressione tipica di un gioco di ruolo. Ed è questo l'aspetto che potrebbe incuriosire anche chi non è propriamente amante dei survival basati sulla raccolta e sulla costruzione.
Dragonwilds prova dunque a mettere insieme due anime piuttosto diverse: da una parte la sopravvivenza, con tutto quello che comporta; dall'altra la crescita del personaggio, delle sue abilità e del suo equipaggiamento, da soli o con un gruppo di massimo quattro giocatori online. Prima di tutto, però, bisogna avere tanta pazienza.
Dragonwilds è un gioco che richiede parecchio tempo e, soprattutto, ne richiede molto prima di iniziare a mostrare davvero le proprie carte. Le prime ore sono lente, perché dovrete costruire praticamente tutto da zero, attraverso dei tutorial che bene o male riescono ad essere abbastanza esplicativi.
Raccogliere legna, abbattere alberi, estrarre minerali, procurarsi il cibo e costruire le prime strutture sono attività che occuperanno una parte consistente dell'inizio dell'avventura. Per dire, l'ascia da taglialegna che avete a disposizione nei primi vagiti è poco efficiente, il piccone non fa miracoli e anche l'enorme quantità di risorse di cui avrete bisogno vi costringe spesso a fare avanti e indietro.
A rendere il tutto ancora un po' più impegnativo ci pensa il mondo di gioco, che sembra avere una particolare predilezione per interrompere quello che state facendo.
State abbattendo un albero? Potrebbe arrivare un lupo. State estraendo un minerale? Potrebbe arrivare un altro lupo, o forse un ratto.