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GLP-1, dimagrire non è per tutti: ecco le cause
La Endocrine Society ha indicato le differenze individuali nella risposta ai farmaci GLP-1 come una priorità della ricerca sull’obesità. Questi trattamenti aiutano molte persone a perdere peso, ma circa il 10-15% di chi li assume ne perde pochissimo o per nulla. Capire da cosa dipenda potrebbe aiutare a scegliere terapie più adatte a ciascun paziente e a svilupparne di nuove.
L’ampiezza della differenza emerge dal confronto con i risultati ottenuti da chi risponde bene: uno degli studi citati nella discussione scientifica riporta una perdita media vicina a un quarto del peso corporeo. I farmaci imitano l’azione del GLP-1, un ormone naturale, e sono prescritti per l’obesità e il diabete di tipo 2. La risposta, però, varia molto da persona a persona.
Tra i fattori studiati c’è il sesso biologico. Sia le sperimentazioni cliniche sia i dati raccolti nella pratica medica mostrano che, in media, le donne tendono a perdere più peso degli uomini durante questi trattamenti. I ricercatori stanno esaminando il possibile contributo degli ormoni sessuali a questa differenza, senza attribuirla a una sola causa.
Uno studio del 2024 ha osservato donne dopo la menopausa che assumevano semaglutide: quelle sottoposte anche a terapia ormonale sostitutiva hanno perso più peso rispetto alle partecipanti che non ricevevano la terapia ormonale. Il risultato ha attirato l’attenzione sull’estrogeno, somministrato nell’ambito di quel trattamento, come possibile fattore nella risposta al farmaco.
Un altro studio, pubblicato a febbraio, ha rilevato un andamento simile nelle donne trattate con tirzepatide. Questo medicinale agisce sui segnali di due ormoni, GLP-1 e GIP. L’osservazione in gruppi trattati con farmaci diversi offre ai ricercatori un’ulteriore pista per studiare il rapporto tra assetto ormonale e perdita di peso.
Gli esperimenti sugli animali aggiungono un indizio biologico: gli estrogeni riducono l’assunzione di cibo e agiscono in regioni cerebrali coinvolte anche nell’effetto del GLP-1. Altre ricerche hanno osservato un effetto combinato dei due segnali sulla perdita di peso. Sono risultati che orientano lo studio dei meccanismi, ma l’ipotesi deve essere verificata nelle persone.
La genetica della risposta è un’altra linea di ricerca. Ruth Loos, epidemiologa genetica dell’Università di Copenaghen, osserva che le conoscenze sui geni associati all’obesità sono molto più ampie dei dati disponibili sui geni che potrebbero influenzare l’efficacia dei farmaci dimagranti. La dichiarazione della Endocrine Society considera perciò la scelta del trattamento sulla base delle caratteristiche individuali ancora un obiettivo della ricerca.
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