// MACITYNET — SALUTE
Recensione CalDigit TS5 Plus: 20 porte, Thunderbolt 5 e 330 W sulla scrivania
Questo sito contiene link di affiliazione per cui può essere compensato
Con l’arrivo di Thunderbolt 3, evoluto poi in Thunderbolt 4 e più recentemente in Thunderbolt 5, il ruolo di hub e docking station è cambiato. Per chi lavora con un portatile, il dock può diventare il punto centrale della scrivania: collega monitor, rete, dischi, periferiche e alimentazione lasciando un solo cavo diretto verso il computer.
CalDigit TS5 Plus porta questa impostazione a un livello particolarmente alto: 20 porte, Ethernet 10 Gigabit, Thunderbolt 5, alimentazione del computer fino a 140 W e un alimentatore da 330 W dimensionato per sostenere una postazione ricca di periferiche.
L’alimentatore da 330 W non serve a fornire 330 W al computer: la porta host arriva a un massimo di 140 W. La potenza restante permette al TS5 Plus di alimentare contemporaneamente le altre connessioni del dock senza sottrarre energia al portatile. Le due porte Thunderbolt 5 downstream possono fornire fino a 36 W ciascuna, così come la USB-C frontale ad alta potenza; le altre USB-C e USB-A arrivano a 7,5 W. Sommando i valori nominali delle porte si superano già i 300 W, ai quali va aggiunto il fabbisogno dell’elettronica interna.
Il MacBook Pro sul quale è stata redatta questa recensione dispone di tre porte Thunderbolt 5, HDMI, jack audio e lettore di schede SD. A fianco sosta un Samsung GalaxyBook 6 Pro, che aggiunge una USB-A ma offre una porta Thunderbolt in meno.
Per un uso professionale di queste macchine le porte disponibili si riempiono presto. Sulla nostra scrivania trovano posto mouse, tastiera, microfono, webcam, monitor, iPhone e iPad da collegare o ricaricare, diffusori, Ethernet per trasferire grandi quantità di dati verso un server o un NAS, uno o due dischi esterni oppure, preferibilmente, SSD veloci.
A questo si aggiungono accessori che transitano temporaneamente sulla scrivania, dalle cuffie e auricolari alle unità di memoria, senza dimenticare USB-A: una chiavetta o una periferica meno recente, prima o poi, arriva.
Non tutti hanno bisogno di tante connessioni contemporaneamente. Chi lavora con grafica, montaggio video, fotografia, sviluppo o progettazione 3D può però esaurire le porte integrate nel computer con notevole facilità. Collegare e scollegare continuamente le periferiche resta una soluzione possibile, ma poco pratica quando la postazione viene utilizzata ogni giorno.
È qui che un dock cambia il modo di organizzare il tavolo di lavoro: monitor, rete, dischi, tastiera, mouse e altri accessori rimangono collegati e il portatile viene agganciato all’intera postazione con un solo cavo Thunderbolt.
Qualche tempo fa abbiamo provato il CalDigit Element 5 Hub, rimasto a lungo sulla nostra scrivania. Il TS5 Plus affronta lo stesso problema con un’impostazione differente: più porte, Ethernet 10GbE, lettori di schede, collegamenti audio e una capacità di alimentazione decisamente superiore.