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Iperammortamento 2026, chi ha già l'ok del GSE ha 60 giorni per confermare l'investimento
Chi ha già ottenuto l'esito positivo del GSE sulla comunicazione preventiva ha 60 giorni di tempo per confermare l'investimento e non perdere l'agevolazione. Il nuovo Iperammortamento 2026, deciso con un decreto interministeriale MIMIT-MEF del 7 maggio e gestito interamente dal GSE, sostituisce i vecchi crediti d'imposta Transizione 4.0/5.0 con una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile: 180% fino a 2,5 milioni di euro di investimento annuo, 100% tra 2,5 e 10 milioni, 50% tra 10 e 20 milioni.
La dotazione complessiva è di 9,8 miliardi di euro, per investimenti completati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. La procedura passa da cinque comunicazioni sulla piattaforma GSE: dopo la comunicazione preventiva, chi riceve l'esito positivo deve inviare quella di conferma entro 60 giorni, con almeno il 20% del costo del bene già pagato e allegando perizia tecnica asseverata e certificazione contabile; chi non ha ancora presentato la preventiva deve farlo prima di avviare l'investimento.
La finestra reale per confermare è più stretta dei 60 giorni sulla carta. Un decreto direttoriale del 20 luglio 2026 ha aperto la funzionalità di conferma sul sito GSE solo dal 21 luglio: un'impresa che ha inviato la preventiva il 12 giugno e ha ricevuto l'esito positivo il 22 giugno ha come termine teorico il 21 agosto, ma ha potuto accedere alla piattaforma solo a partire dal 21 luglio. Chi ha prenotato nelle prime settimane dovrebbe verificare subito la propria data di notifica, senza aspettare gli ultimi giorni disponibili.
La comunicazione di conferma, spiega il decreto, deve contenere l'attestazione del pagamento e gli estremi delle fatture dei costi ammissibili, e non può riguardare beni diversi né importi superiori a quelli già indicati nella comunicazione preventiva: chi ha cambiato fornitore o ha ampliato l'investimento nel frattempo deve restare dentro il perimetro già dichiarato, non aggiornarlo in corsa.
Dopo la conferma resta una terza comunicazione obbligatoria: quella di completamento, da inviare entro il 15 novembre 2028 dopo l'interconnessione dei beni, insieme alle attestazioni della perizia e della certificazione contabile già raccolte. A queste si aggiungono due comunicazioni periodiche di monitoraggio, entro il 20 gennaio e il 30 giugno di ogni anno, con i dati sugli investimenti e il piano di ammortamento: mancare anche una sola delle cinque comunicazioni blocca l'intera procedura.
La perizia tecnica asseverata è richiesta per ogni investimento, senza eccezioni sotto un certo valore. Deve attestare le caratteristiche tecniche del bene, l'appartenenza agli Allegati IV e V della Legge 199/2025 e, per i beni energetici, i requisiti degli impianti a fonti rinnovabili. Può firmarla un ingegnere o un perito industriale iscritto al proprio albo, oppure un ente di certificazione accreditato con adeguata copertura assicurativa.
La maggiorazione decade, in tutto o in parte, se il bene viene ceduto o delocalizzato all'estero durante il periodo di fruizione, salvo sostituzione nello stesso anno con un bene di caratteristiche equivalenti o superiori. Decade anche per documentazione irregolare non sanabile o per dichiarazioni false, e il GSE segnala la fruizione indebita all'Agenzia delle Entrate per il recupero, con interessi e sanzioni.
L'agevolazione si cumula con altri incentivi nazionali o europei, compresi il credito d'imposta ZES Unica e la Nuova Sabatini, purché coprano quote diverse del costo e il totale non superi la spesa sostenuta. Sugli stessi beni resta invece esclusa la cumulabilità con i vecchi crediti Transizione 4.0 e 5.0, ormai un binario separato ed esaurito. L'iperammortamento si somma, senza sovrapporsi, ai bandi a fondo perduto per le PMI manifatturiere che investono in AI e automazione, a patto di tenere separate le voci di spesa fin dalla comunicazione preventiva.
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