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La spesa AI mondiale sfiora i 2.700 miliardi nel 2026, senza soldi in più
La spesa mondiale in intelligenza artificiale crescerà del 49,5% nel 2026, sfiorando i 2.700 miliardi di dollari, secondo l'ultima revisione trimestrale di Gartner, che prevede un ulteriore +36,2% nel 2027. Ma il punto che il vicepresidente Gartner John-David Lovelock sottolinea non è la crescita in sé: "gli hyperscaler non hanno spostato un centesimo dal proprio cloud: AWS, Google, Microsoft e Meta continuano a costruire infrastruttura allo stesso ritmo del 2022". La spesa AI, dice, sta in buona parte ribattezzando un budget che esisteva già.
Le voci che crescono più in fretta sono agenti e assistenti AI (+77,3%), modelli generativi (rivisti al rialzo al +117% rispetto alla stima di maggio) e sicurezza AI, che Gartner prevede quasi raddoppierà. La sorpresa più grande arriva dai semiconduttori: la previsione che lo stesso Gartner aveva fatto nel 2015 per il 2030, circa 1.000 miliardi di dollari, è stata corretta a quasi 2.000 miliardi. La causa, dice Lovelock, è una domanda molto più alta delle attese, non una carenza di memoria.
L'infrastruttura AI crescerà del 51,2% quest'anno, il software AI del 60,2%, e le piattaforme di sviluppo, che a maggio Gartner aveva previsto in crescita del 28%, sono state riviste al 39%: la spinta arriva dalle applicazioni AI personalizzate che aziende e fornitori stanno costruendo sopra i modelli di base. Anche i fornitori di modelli vedono un'opportunità nuova: modelli linguistici specializzati per settore, allineati a casi d'uso enterprise specifici invece di un unico modello generalista.
Lovelock ammette di essersi sbagliato, insieme a chi lo criticava. Nel 2015 Gartner stimava la spesa in semiconduttori a circa 1.000 miliardi entro il 2030, e ricevette critiche per non aver capito la legge di Moore e i limiti della fabbricazione. "Si sono sbagliati sia io sia chi mi criticava", ha detto l'analista, perché la spinta reale è arrivata dalla memoria: server AI più capaci richiedono più memoria e più storage, che è anch'esso memoria, e quella domanda ha spinto i prezzi dei chip molto oltre le attese di entrambe le parti.
Lovelock descrive un mercato che ha smesso di distinguere fra spesa IT e spesa AI: una transizione strutturale, dice, destinata a durare fino a fine decennio. "Entro il 2030 ogni dollaro sarà in qualche modo un dollaro AI", la sua previsione.
Lovelock chiude con un avvertimento ai CIO: nei prossimi due o tre anni ci sono almeno tre transizioni tecnologiche importanti, e chi pensa di sapere cosa succederà basandosi su quello che sta succedendo oggi si sbaglia. La tecnologia cambia troppo in fretta perché qualcuno possa avere certezze sul prezzo o sul risultato, dice, e l'equilibrio fra rischio e beneficio deve restare la priorità numero uno di ogni CIO.
Oltre il 40% dei progetti di AI agentica rischia la cancellazione entro il 2027 per assenza di governance, secondo un'altra stima recente dello stesso Gartner, e gli agenti già in produzione sforano i budget di chi non ha ancora messo un responsabile su ogni sistema attivo. Anche chi prova gli strumenti senza saperli orchestrare finisce per pagare un conto che non aveva previsto, e chi regala l'accesso alla fase di prova scopre il costo vero solo alla migrazione in produzione.
Chi decide dove va quel budget resta il CIO: la spesa cresce del 49,5% a prescindere da quanto quel singolo CIO abbia già capito del proprio investimento. Chi ci guadagna per certo, nel frattempo, è il mercato che vende gli strumenti per rimediare agli errori di governance commessi lungo la strada: una spesa che genera un'altra spesa, non necessariamente lo stesso risultato.
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