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Castle Tour 2026: un viaggio nella storia con Automobile Club Roma
Ventotto equipaggi a bordo di vetture d’epoca hanno attraversato la Tuscia nel primo itinerario organizzato dall’Automobile Club Roma. Un viaggio tra collezionismo, cultura e valorizzazione del territorio, da Bracciano a Santa Severa.
Non solo raduni e concorsi di eleganza. Il motorismo storico può diventare anche uno strumento per raccontare un territorio, mettendo in relazione le automobili con luoghi, storia e cultura. È questa la formula scelta dall’Automobile Club Roma per la prima edizione del Castle Tour, andata in scena attraverso alcuni dei luoghi storici più significativi del Lazio. Ventotto equipaggi hanno partecipato a un itinerario che ha attraversato borghi, laghi, castelli e dimore storiche, accompagnando un patrimonio automobilistico altrettanto significativo. Le vetture, infatti, hanno rappresentato diverse epoche dell’automobilismo, dagli anni Trenta agli anni Ottanta, trasformando il tour in una sorta di viaggio nella storia dell’auto.
La partenza è avvenuta a Bracciano, con l’esposizione delle vetture davanti al Castello Orsini-Odescalchi. Dopo la visita alla dimora storica e una sosta sulle sponde del Lago di Vico, la carovana ha raggiunto Vignanello, dove gli equipaggi hanno visitato il Castello Ruspoli e il suo giardino rinascimentale. La prima giornata si è conclusa a Civita Castellana. Domenica il percorso è proseguito attraverso i paesaggi della Tuscia fino alla costa, con arrivo al Castello di Santa Severa, dove si sono svolte la visita guidata e la cerimonia conclusiva. Una formula permette di unire la cultura automobilistica con il patrimonio storico e paesaggistico regionale.
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A rendere particolarmente interessante il Castle Tour è stata anche la selezione delle vetture. Tra gli esemplari presenti figuravano alcune automobili rare e fortemente rappresentative della storia dell’automobile italiana e internazionale. Dalla Fiat 508 Spyder del 1934, legata anche alla storia della Capitale come vettura di servizio degli esattori comunali, alla Lancia Artena Viotti dello stesso anno. Dagli anni Cinquanta arrivavano invece la Jaguar XK120 FHC, la Cisitalia Berlinetta, la Lancia Aurelia B52 Cabrio Farina, la Fiat Topolino e la Fiat 1100/103D. Tra le vetture più riconoscibili anche la Lancia Aurelia B24 Convertibile del 1958, diventata un’icona del cinema italiano grazie a Il sorpasso di Dino Risi, e l’Alfa Romeo Giulia Spider del 1963.
Secondo i dati dello studio “Il motorismo storico nel Lazio”, curato dalla Fondazione Filippo Caracciolo, nella sola Capitale si contano circa 189.500 auto storiche, per un valore complessivo indicato in 7,4 miliardi di euro. A livello regionale il parco supera invece le 415.000 unità, mentre l