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In Sicilia e Calabria la protesta degli agricoltori contro il caro-carburante
Agricoltori in protesta in Sicilia contro il caro-carburanti. Un gruppo aderente all'associazione Agrisat sta manifestando lungo la strada statale Palermo-Agrigento. Dopo un sit-in nei pressi dello svincolo di Bolognetta i manifestanti hanno bloccato il traffico.
Dall'alba, gli agricoltori di Gela, Niscemi e Butera - provincia di Caltanissetta - hanno cominciato un sit-in a Ponte Olivo, su un tratto della strada statale 117 bis Gela-Catania, fermando i trattori per protestare contro "l'aumento spropositato del carburante e dei costi di produzione". "Siamo stanchi, non ce la facciamo più - dicono alcuni produttori che hanno aderito alla protesta - servono misure concrete. Sindaci e politici ci devono mettere la faccia. Non riusciamo più ad andare avanti, non vogliamo morire di fame".
Il sit-in andrà avanti anche nei prossimi giorni. Gli agricoltori non stanno bloccando il traffico al momento.
Franco Calderone presidente Agrisat che partecipa alla manifestazione di protesta a Bolognetta dice: “In un trattore per arare e coltivare ci vogliono 300 euro di gasolio ogni mattina, quindi un abbattimento di 15 centesimi è nulla e ovviamente questo problema interessa tutti perché questo comporta l’aumento del prodotto finale. Se il pomodorino è a 7 o 8 euro è anche per questo motivo”. “Ieri sono stato a Enna, ho attraversato il cosiddetto granaio della Sicilia. Il 90% dei terreni sono incolti perché è impossibile coltivare terreni col gasolio a questi prezzi – aggiunge - Va bene che abbiano abbassato il prezzo di qualcosina alla pompa, ma a noi agricoltori questo abbassamento non comporta nulla, a noi debbono dare il gasolio a un prezzo politico perché altrimenti rimarrà tutto abbandonato”.
"In agricoltura - afferma - sono tantissime le insidie per le aziende. Ci sono gli incendi, abbiamo il dilavamento, abbiamo le alluvioni, abbiamo le strade che vengono travolte dall'acqua perché non c'è più nessuna regimentazione. Ma ribadisco, il problema principale è la salubrità degli alimenti. Voi volete mangiare prodotti italiani? Allora il prodotto italiano purtroppo ha un costo. Volete mangiare prodotti che vengono portati dall'estero, dall'India, dal Sud America, dalla Cina, dal nord Africa? Benissimo. Sappiate che vengono trattati con pesticidi, con prodotti letali per la salute, prima di tutti il glifosato”.
Blocchi stradali a singhiozzo e presidi. E' la mobilitazione che ha preso il via questa mattina in tutta la Calabria, "L'Italia scende in piazza", promossa contro il caro carburante e la crisi del settore agricolo dal Movimento popolare nazionale insieme a Popolo di Calabria, Movimento territorio e agricoltura, Gda Associazione Tutela Agricoltori, Gruppo agricoltori del Crotonese e Comitati riuniti agricoli - Cittadini italiani. Sono circa duemila, complessivamente, i manifestanti impegnati nei vari presidi dislocati sul territorio regionale.
Le azioni di protesta si stanno svolgendo attraverso blocchi stradali a singhiozzo, mentre viene sempre garantito il transito ai mezzi di emergenza e soccorso. Particolarmente partecipato il presidio di Crotone, in località Passovecchio, dove si contano circa 400 partecipanti e dove si sono registrati piccoli attimi di tensione, subito rientrati senza conseguenze.
A guidare il movimento sono Giancarlo Greco e Antonio Zangari, promotori del Movimento popolare nazionale, che tornano a ribadire le ragioni dello sciopero: "La protesta nasce dagli agricoltori ma riguarda tutti: pescatori, autotrasportatori e famiglie condividono lo stesso caro carburante, le importazioni sleali da Paesi privi dei nostri standard e lo squilibrio tra i prezzi riconosciuti alla produzione e quelli al dettaglio".
Di fronte alle criticità della giornata, Greco e Zangari lanciano un appello fermo alla calma e alla responsabilità. "Invitiamo tutti - hanno detto - a una protesta strettamente civile. Chiediamo la massima tranquillità e rivolgiamo un invito aperto a tutte le famiglie affinché si uniscano a noi in modo pac