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Anthropic lancia Claude Sonnet 5.5, nel coding batte perfino Opus
Nella famiglia di Anthropic ogni modello ha il suo posto a tavola. Opus è il primogenito, quello che si porta ai colloqui importanti e che costa una fortuna in ripetizioni. Haiku è il piccolo: sveglio, veloce, senza troppe pretese. In mezzo c’è Sonnet, il figlio che nessuno nomina per primo ma a cui, alla fine, tutti chiedono di sbrigare le faccende. Adesso è uscita la nuova versione 5.5. Secondo l’azienda è più veloce, costa meno e in almeno una materia ha preso un voto più alto del fratello maggiore.
Sonnet 5 era stato presentato circa tre mesi fa. All’epoca il suo punto di forza erano gli agenti, cioè i programmi che lavorano da soli e portano avanti compiti al posto nostro. Anthropic prometteva di farli girare spendendo meno rispetto alla concorrenza.
Con Claude Sonnet 5.5 cambia la promessa. Anthropic lo presenta come l’assistente ideale per il lavoro di tutti i giorni: scrivere codice e preparare documenti d’ufficio.
Il vero argomento di vendita è la velocità. Secondo Anthropic, Claude Sonnet 5.5 è più rapido del 30% rispetto al predecessore e consuma token a un ritmo molto più lento. I token sono i pezzetti di testo che il modello macina per ragionare e rispondere. Per chi paga l’uso del modello funzionano un po’ come la benzina, un motore che ne brucia meno a parità di strada fa felice soprattutto chi riceve la fattura a fine mese.
Quanto scenderà davvero il conto lo diranno le aziende che lo useranno. Come per i consumi dichiarati delle auto, le promesse del produttore vanno sempre verificate su strada.
Nella gerarchia di Anthropic, Sonnet resta meno potente di Opus. Ma essere il più forte non vuol dire essere sempre il più utile, e qui arriva la parte curiosa. Nei benchmark dell’azienda, Sonnet 5.5 fa meglio di Opus 5.5 nel coding agentico, cioè quando deve programmare in autonomia dividendo il lavoro tra più agenti.
La spiegazione più probabile non è che sia diventato più intelligente del fratello. È che costa meno, e quindi può mettere al lavoro più agenti insieme senza sforare i limiti di spesa.
Certi complimenti somigliano a misure cautelari. Anthropic sostiene che Claude Sonnet 5.5 abbia capacità informatiche “paragonabili” a quelle di Claude Opus 5. Sono il genere di abilità che serve a difendere un sistema e che, in mani sbagliate, può servire anche ad attaccarlo.
Per questo è il primo Sonnet a cui si applicano le stesse protezioni di sicurezza informatica già previste per Fable e Opus. In pratica il figlio di mezzo è cresciuto abbastanza da seguire le regole dei grandi. Per il modello è una promozione. Per chi lo usa, probabilmente, vorrà dire qualche richiesta rifiutata in più.
Anche Haiku, il più piccolo della famiglia, avrà una nuova versione nelle prossime settimane. Una data precisa non c’è.