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Ferrari Luce, quando il design cambia prospettiva
La prima elettrica di Maranello rompe gli schemi dei codici estetici tradizionali. A leggerne forme e proporzioni, questa volta è però un appassionato di motori che studia design automobilistico.
Ferrari Luce non è un’auto che si guarda e si dimentica. Anzi, probabilmente è una di quelle vetture davanti alle quali la prima reazione è proprio fermarsi e osservare. Le proporzioni, le superfici, il rapporto tra abitacolo e carrozzeria: tutto racconta una Ferrari che sceglie di uscire dai codici più familiari del marchio.
E se la tecnologia è quella di una nuova era, anche il design segue una strada inedita. La Luce è infatti la prima Ferrari completamente elettrica, sviluppata su un’architettura specifica e caratterizzata da quattro motori elettrici, per una potenza complessiva dichiarata di 1.050 CV. Ma prima ancora di parlare di numeri, c’è una domanda che viene spontanea: come si giudica il design di una Ferrari così diversa da tutte le altre?
Questa volta abbiamo deciso di cambiare prospettiva, a giudicare la Luce è infatti un appassionato di motori che ha intrapreso un percorso di studi nel design automobilistico. Una scelta voluta per aggiungere alla passione per le quattro ruote anche uno sguardo più tecnico sulle forme e sulle proporzioni di un’automobile.
Si parte dall’impressione immediata, quella che tutti possono avere guardando per la prima volta la vettura, per poi andare più a fondo. Quali sono gli elementi che la rendono riconoscibile come Ferrari? Quanto ha inciso l’architettura elettrica sulle proporzioni? E soprattutto, quali scelte di design convincono davvero e quali, invece, è comprensibile che facciano discutere?
L’assenza del tradizionale motore termico e la diversa disposizione degli elementi meccanici hanno offerto ai designer margini completamente nuovi. Ferrari ha potuto lavorare su una carrozzeria dalle proporzioni inedite, con un abitacolo particolarmente avanzato e una grande superficie vetrata che diventa uno degli elementi caratterizzanti dell’intero progetto.
Tanti dettagli contribuiscono a costruire una nuova identità a cominciare dalle superfici molto pulite e dalla fiancata che rinuncia a parte delle linee più elaborate che siamo abituati ad associare alle sportive tradizionali. È un linguaggio più contemporaneo, ma proprio per questo anche più difficile da interpretare attraverso i riferimenti del passato.
Ed è forse questo il punto centrale della Luce: non cercare semplicemente di trasferire su un’auto elettrica il design delle Ferrari che conosciamo, ma provare a immaginare come potrebbe essere una Ferrari quando cambia anche il modo in cui è costruita.
Nel video abbiamo quindi lasciato spazio a un giudizio non basato soltanto sul gusto personale, ma un’analisi fatta da chi conosce e studia il linguaggio del design automobilistico e, allo stesso tempo, vive l’automobile da appassionato. Un modo diverso per leggere la Luce e per capire cosa c’è dietro quelle forme che, fin dalla sua presentazione, hanno attirato tanta attenzione.
Perché con una Ferrari così il tema non è soltanto chiedersi se piaccia oppure no. La questione più interessante è capire perché è stata disegnata proprio così. E allora lasciamo la parola al nostro Cristiano Fortini: davanti alla Ferrari Luce, questa volta, il giudizio arriva da chi le auto non si limita a guidarle o ad ammirarle, ma da chi ha studiato anche il modo in cui vengono progettate.