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Uber sospende cinque lanci in Europa, il consolidamento del delivery resta aperto
Uber ha messo in pausa cinque dei sette lanci europei annunciati per il 2026, inclusi quelli in Austria, Norvegia e Grecia. La frenata, riportata dalla ricostruzione pubblicata da TechCrunch sulla base del Financial Times, arriva mentre resta aperto il tentativo di acquisire Delivery Hero, gruppo europeo del delivery che a maggio ha respinto una proposta da 10 miliardi di euro.
Per il mercato italiano il passaggio non riguarda un lancio cancellato, perché l'Italia non compare tra i Paesi indicati nella pausa. Il punto è un altro: Delivery Hero include tra i propri brand Glovo, indicato dal gruppo come presente anche in Italia tra i mercati serviti da Glovo. Ristoranti, retailer e operatori logistici italiani che lavorano con piattaforme di consegna si trovano quindi davanti a un segnale europeo: crescita geografica, acquisizioni e dossier antitrust stanno viaggiando insieme.
A febbraio Uber aveva comunicato un piano di espansione in sette nuovi mercati europei nel corso del 2026. Ora, secondo l'articolo pubblicato dal Financial Times, cinque di quei lanci sono stati sospesi. I Paesi citati sono Austria, Norvegia e Grecia; gli altri due non sono indicati nel materiale disponibile.
Uber non ha presentato la decisione come un arretramento generale dal mercato europeo. Secondo quanto riportato, la società ha indicato i recenti avvii in Finlandia e Danimarca come un successo e ha spiegato di voler concentrare le risorse sui mercati già aperti. Il messaggio operativo è chiaro: per una piattaforma, l'apertura di un Paese non è solo un lancio commerciale, ma una scelta che incide su capitale, compliance, rapporti con esercenti e relazione con i regolatori.
Per le imprese che usano o valutano canali di food delivery, la sequenza offre un criterio pratico: i piani di espansione delle piattaforme vanno letti insieme ai dossier societari. Se un operatore riduce il perimetro dei nuovi mercati, possono cambiare priorità commerciali, incentivi ai partner e allocazione dei team locali, anche senza effetti immediati nei Paesi non citati dalla pausa.
Il rallentamento arriva mentre Uber continua a lavorare sul fronte Delivery Hero. Il gruppo tedesco ha confermato il 23 maggio 2026, tramite comunicazione price sensitive, di aver ricevuto da Uber una proposta indicativa da 33 euro per azione per una possibile offerta rivolta a tutti gli azionisti, come si legge nella comunicazione diffusa da EQS News.
La stessa Delivery Hero aveva già comunicato il 18 maggio 2026 che Uber possedeva il 19,5% del capitale emesso, con un ulteriore 5,6% in opzioni. La struttura azionaria pubblicata dal gruppo colloca poi Uber nella fascia 20%-25% dei diritti di voto notificati, con ultimo aggiornamento a maggio 2026. Sono dati che mostrano un rapporto già significativo prima di qualsiasi eventuale offerta formale.
Delivery Hero si descrive come piattaforma locale di consegna attiva in circa 65 Paesi, nata nel food delivery nel 2011 e poi estesa anche al quick commerce. La dimensione geografica del gruppo spiega perché un'operazione con Uber non sarebbe letta solo come acquisizione finanziaria, ma come possibile ridisegno competitivo in più mercati nazionali.
Il gruppo ha dichiarato di restare concentrato sul proprio processo di revisione strategica e di voler fornire ulteriori aggiornamenti quando necessario. Al momento, dunque, il punto fermo è la proposta indicativa ricevuta e non accettata; non c'è, nel materiale disponibile, un'operazione chiusa.
Secondo una fonte di settore citata dal Financial Times e ripresa da TechCrunch, fermare ulteriori lanci potrebbe contribuire ad attenuare preoccupazioni antitrust legate a una possibile acquisizione, anche perché Delivery Hero opera servizi di consegna in diversi Paesi target. Il passaggio resta attribuito alla fonte citata: non è una decisione di un'autorità, né una condizione formale pubblicata da un regolatore.